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Bergamo, studente tenta il suicidio in classe: salvato dalla prontezza di un professore originario di Vibo Valentia

L’ordinaria mattinata di lezioni all’Itis Paleocapa di via Gavazzeni, a Bergamo, è stata interrotta da un evento che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.

Un giovane di 18 anni, iscritto a un differente istituto scolastico, è riuscito a fare irruzione in una classe situata al terzo piano della struttura durante una lezione di storia. L’obiettivo del ragazzo era ottenere un confronto con una studentessa presente in aula, presumibilmente la sua ex fidanzata.

Di fronte al fermo rifiuto del docente di interrompere l’attività didattica per permettere il colloquio, la situazione è precipitata rapidamente. Il giovane si è diretto verso una delle finestre aperte dell’aula, arrampicandosi sul davanzale con l’evidente intenzione di lanciarsi nel vuoto.

La prontezza del professor Muzzupappa

Il tempestivo intervento di Salvatore Antonio Muzzupappa, docente di 51 anni originario di Nicotera, ha evitato il peggio. L’insegnante è riuscito ad afferrare il diciottenne per le gambe nel momento critico, impedendogli di cadere. Le urla provenienti dall’aula hanno immediatamente richiamato l’attenzione di altri colleghi e del personale non docente, che sono accorsi per aiutare il professore a mettere in sicurezza il giovane e a riportarlo all’interno della stanza.

Sul posto sono giunti i soccorsi del 118 con un’ambulanza e un’automedica, oltre agli agenti della Polizia di Stato. Durante le operazioni di assistenza, dalle tasche del ragazzo è scivolato un piccolo coltello artigianale, composto da una lama inserita in un supporto di legno, probabilmente costruito dallo studente stesso. Il giovane è stato successivamente trasportato in ospedale per i necessari accertamenti clinici e psicologici.

Le riflessioni sul ruolo dell’insegnamento oggi

Nonostante l’atto coraggioso, il professor Muzzupappa ha cercato di ridimensionare la portata del suo gesto, ponendo l’accento sulle trasformazioni che stanno interessando il mondo della scuola e le nuove generazioni.

«Non mi sento un eroe, non mi era mai accaduto niente di simile, ma è la scuola a essere cambiata» ha dichiarato il docente, sottolineando come la missione educativa attuale vada ben oltre la trasmissione delle nozioni accademiche. Secondo l’insegnante, il ruolo moderno richiede una vigilanza costante e una sensibilità particolare verso il malessere giovanile.

«Oggi essere insegnante non significa più solo insegnare Dante e Napoleone, ma vigilare e stare attenti. La nuova generazione è diversa da quelle precedenti, e credo che un utilizzo più controllato, ridotto, dei social, potrebbe davvero fare la differenza nelle vite dei ragazzi» ha concluso Muzzupappa, individuando nel rapporto con le piattaforme digitali uno degli elementi di pressione per gli adolescenti odierni.