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Prezzi record alla pompa: il gasolio oltre i 2,1 euro. Calabria tra le regioni più care

Il caro carburanti non accenna a fermarsi e il gasolio ha ormai superato la soglia psicologica e strutturale dei 2,1 euro al litro su tutto il territorio nazionale.

L’Unione Nazionale Consumatori ha evidenziato come anche le ultime aree del Paese che resistevano sotto tale limite abbiano ceduto al rialzo, delineando un quadro di estrema difficoltà per il sistema economico italiano. Questa escalation colpisce in modo trasversale gli automobilisti, le famiglie e il settore produttivo, già messi a dura prova da una spinta inflattiva che non sembra trovare tregua.

Il primato negativo della Calabria e del Mezzogiorno

Nella mappa dei rincari spicca la situazione della Calabria, che si posiziona come una delle regioni con i prezzi più alti in assoluto, superata solo dalla provincia autonoma di Bolzano e seguita dalla Liguria. Per il territorio calabrese si tratta di un onere particolarmente gravoso, data la storica dipendenza dal trasporto su gomma e la carenza di alternative infrastrutturali competitive. Il superamento dei 2,1 euro al litro in quest’area rischia di tradursi in un immediato aumento dei costi logistici e, di conseguenza, dei prezzi dei beni di consumo primari.

Le richieste dell’Unione Nazionale Consumatori sulle accise

L’attuale scenario ha riacceso le polemiche sulla gestione fiscale dei carburanti. L’Unione Nazionale Consumatori ha ribadito come la crisi fosse ampiamente prevedibile, denunciando il mancato accoglimento della proposta di un taglio delle accise differenziato. L’associazione aveva suggerito un intervento specifico sul gasolio, anche in deroga alle normative europee che spingono verso l’allineamento fiscale tra i vari tipi di carburante. Secondo i rappresentanti dei consumatori, un simile provvedimento avrebbe potuto fungere da ammortizzatore contro l’impennata dei prezzi alla pompa.

L’andamento dei prezzi in autostrada

Un elemento di discontinuità rispetto al passato riguarda la rete autostradale. In base agli ultimi rilevamenti, le stazioni di servizio sulle tratte autostradali non detengono più il primato del gasolio più caro, pur mantenendo i prezzi più elevati per quanto riguarda la benzina. Questo cambiamento di tendenza è il risultato dell’accordo siglato tra l’Aiscat e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Si registrano inoltre i primi segnali di flessione, seppur minimi: per un pieno di 50 litri si è calcolato un risparmio di circa 0,55 euro rispetto alle quotazioni del giorno precedente.

Le ricadute economiche su famiglie e imprese

La stabilità dei prezzi sopra il livello critico dei 2,1 euro solleva preoccupazioni per la tenuta dei bilanci familiari e per la competitività delle imprese. Il rincaro del gasolio ha un effetto a cascata su tutta la filiera distributiva, alimentando una pressione economica che grava specialmente sulle fasce di popolazione più vulnerabili e sulle piccole e medie imprese locali. La situazione attuale impone una riflessione urgente sulla necessità di interventi strutturali che vadano oltre le misure temporanee, al fine di stabilizzare il mercato energetico e proteggere il potere d’acquisto.