I Carabinieri della Stazione di Melicucco hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura di sicurezza della libertà vigilata nei confronti di un individuo accusato di reiterati episodi di violenza contro i propri familiari.
Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palmi, su richiesta della Procura della Repubblica diretta dal dott. Emanuele Crescenti. L’attività investigativa ha permesso di delineare un quadro di estrema gravità che si protraeva da quasi un decennio.
Un decennio di vessazioni e l’aggressione al figlio
Le indagini condotte dai militari dell’Arma hanno ricostruito come l’uomo avesse sottoposto la moglie a costanti vessazioni sin dal 2015. Il contesto familiare era caratterizzato da violenze fisiche, pressioni psicologiche e uno stato di costante timore. Molti degli episodi contestati sarebbero avvenuti mentre l’indagato si trovava in stato di ubriachezza abituale, manifestandosi attraverso percosse e minacce di morte effettuate anche con l’ausilio di coltelli e falci. Oltre alle aggressioni fisiche, l’uomo esercitava un controllo ossessivo sulla vita della donna, impedendole di mantenere normali relazioni sociali.
Tra i fatti documentati spicca un episodio avvenuto nel dicembre scorso, quando l’uomo avrebbe colpito brutalmente la consorte con calci e pugni. In tale circostanza, la violenza ha coinvolto anche il figlio minore della coppia, il quale era intervenuto nel tentativo di difendere la madre.
Il collocamento in comunità terapeutica
Al termine delle attività di rintraccio, i Carabinieri hanno condotto l’indagato presso una comunità terapeutica, dove dovrà sottostare al regime della libertà vigilata come disposto dall’autorità giudiziaria.
L’operazione sottolinea l’impegno costante della Procura di Palmi e dell’Arma nel contrasto alla violenza domestica e nella protezione delle fasce vulnerabili della popolazione. È necessario ricordare che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e che per l’indagato vige il principio di non colpevolezza fino a un’eventuale condanna definitiva.



