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Taurianova, assolto 65enne accusato di violenze sulla moglie: disposta la scarcerazione

La vicenda giudiziaria che ha coinvolto C.B., sessantacinquenne di Taurianova, si è conclusa con una sentenza di assoluzione piena pronunciata dal Tribunale Collegiale di Palmi.

L’uomo, che si trovava ristretto presso la casa circondariale di Terni in seguito a gravi accuse mosse dalla moglie, M.M., cittadina di origine marocchina, ha ottenuto la libertà immediata. Il collegio giudicante, presieduto da Barbara Borelli con i giudici a latere Marco Iazzetti e Ciriaco Greco, ha smontato l’intero impianto accusatorio, disponendo la revoca della misura detentiva.

Il crollo del castello accusatorio e la richiesta del pubblico ministero

L’esito del processo ha presentato un risvolto procedurale significativo. Lo stesso Pubblico Ministero, il Dott. Federico Moleti, che inizialmente aveva richiesto e ottenuto l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ha mutato radicalmente la propria posizione al termine della fase dibattimentale. Dopo aver analizzato le risultanze emerse durante le udienze e le indagini difensive prodotte dall’avvocato Antonino Napoli, legale dell’imputato, il magistrato inquirente ha concluso la propria requisitoria chiedendo l’assoluzione. Tale orientamento ha segnato una netta distanza dalla parte civile, che ha invece continuato a sostenere la colpevolezza dell’uomo fino all’ultimo grado di giudizio.

Le contraddizioni della persona offesa e le indagini difensive

Il ribaltamento del caso è stato determinato dalle evidenze emerse circa la scarsa attendibilità del racconto della persona offesa. La difesa ha sottolineato come nel primo verbale di denuncia, risalente al giugno 2024, non vi fosse alcuna menzione di episodi di violenza sessuale. Tali contestazioni erano state introdotte dalla donna solo diversi mesi dopo, in un secondo momento investigativo. Oltre a queste discrepanze temporali, è emersa l’assenza del requisito della sistematicità necessario per configurare il reato di maltrattamenti in famiglia. La stessa denunciante aveva inizialmente descritto l’aggressione fisica come un evento isolato, mai verificatosi nel corso della convivenza.

Testimonianze e assenza di prove mediche

A supporto della decisione dei giudici è intervenuta anche la totale mancanza di referti medici che potessero confermare le violenze subite. Al contrario, le testimonianze di numerosi colleghi e conoscenti della coppia hanno delineato un quadro di vita quotidiana del tutto ordinario. Secondo quanto emerso, i rapporti tra i coniugi erano turbati esclusivamente da dissidi di natura economica, escludendo contesti di sopraffazione criminale o violenze reiterate. Con la sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto e per l’insussistenza degli episodi contestati, C.B. chiude un capitolo segnato dalla detenzione e recupera la propria libertà.