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Fango e promesse: il Crati travolge le famiglie, ma i ristori arrivano solo alle imprese

Sono trascorsi più di due mesi dall’esondazione del fiume Crati e l’incertezza regna tra le famiglie colpite che hanno inviato telematicamente le richieste di indennizzo tramite i canali della Protezione Civile. Molte persone si trovano ancora nell’impossibilità di rientrare nelle proprie abitazioni a causa dei costi di riparazione insostenibili e della mancanza di liquidità, ma in questo scenario di attesa giungono aggiornamenti concreti sul fronte delle attività produttive. La Regione Calabria ha comunicato che sono 297 le imprese richiedenti l’immediata ripartenza a cui si aggiungono 40 istanze per interventi di resilienza dopo il violento ciclone Harry dello scorso gennaio. Lo Stato ha stanziato complessivamente 31,9 milioni di euro e di questi 5,2 milioni sono vincolati specificamente al rilancio del comparto produttivo.

Il nodo principale risiede nelle procedure ordinarie poiché la legge prevede che le aziende anticipino le spese per poi chiederne il rimborso dietro rendicontazione. Per evitare paralisi economiche la Regione ha siglato un’intesa con Fincalabra che permetterà di bypassare le lungaggini consuete in vista della stagione turistica. Dal 4 maggio 2026 le imprese potranno richiedere l’anticipo dei fondi fino a un massimo di 20.000 euro inoltrando le domande sul portale ufficiale di Fincalabra. Lo sportello rimarrà attivo fino all’esaurimento delle istanze e comunque non oltre il 4 giugno 2026 per permettere anche agli stabilimenti balneari di farsi trovare pronti per l’estate.

Se per le imprese la strada sembra tracciata, per i privati cittadini la situazione resta in divenire nonostante la priorità attuale sia data al tessuto economico. La Regione assicura di essere già al lavoro per estendere questo modello di sostegno rapido anche alle abitazioni principali e successivamente alle seconde case. L’obiettivo dichiarato è quello di applicare il sistema delle anticipazioni anche ai danni subiti dai singoli cittadini per accorciare i tempi di una burocrazia che rischia di diventare un ostacolo insormontabile per chi ha subito gli effetti del fango.