La periferia nord di Reggio Calabria è stata teatro di una mattinata di forte tensione a causa di un assalto condotto ai danni del centro scommesse Bingo, situato nel quartiere di Archi. Un commando composto da tre individui ha fatto irruzione all’interno della struttura agendo con estrema rapidità e decisione.
I rapinatori, secondo le prime informazioni raccolte, avrebbero minacciato il personale e i clienti presenti nel locale utilizzando armi o oggetti atti a offendere, la cui natura esatta rimane oggetto di verifica da parte degli inquirenti. Dopo aver tenuto sotto scacco i presenti, il gruppo è riuscito a farsi consegnare il denaro contante contenuto nelle casse. L’entità precisa del bottino non è stata ancora resa nota ed è attualmente in fase di quantificazione da parte dei gestori del centro.
La fuga a bordo di un’utilitaria e i posti di blocco
Una volta completata l’operazione, il terzetto ha abbandonato i locali per dileguarsi rapidamente. Alcune testimonianze raccolte sul posto hanno indicato la presenza di una Fiat Panda di colore rosso, lasciata in sosta nelle immediate vicinanze del Bingo e utilizzata dai malviventi per allontanarsi e far perdere le proprie tracce tra le strade del quartiere. La segnalazione ha fatto scattare immediatamente il piano di intervento della Polizia di Stato. Diverse pattuglie hanno avviato le ricerche in tutta l’area limitrofa, attivando una serie di posti di blocco nei punti nevralgici della circolazione per intercettare il veicolo segnalato.
I rilievi della Polizia Scientifica e le attività della Squadra Mobile
Sul luogo dell’evento sono giunti gli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria, guidati dal dirigente Gianfranco Minissale, per dare inizio alle attività investigative. Parallelamente, gli operatori della Polizia Scientifica hanno condotto i rilievi tecnici necessari all’interno della struttura, concentrandosi sulla ricerca di impronte digitali, tracce biologiche o qualsiasi altro elemento utile all’identificazione dei responsabili. Gli inquirenti stanno analizzando con attenzione i filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza del centro scommesse e le immagini catturate dalle telecamere di sicurezza, sia pubbliche che private, presenti lungo le probabili direttrici di fuga imboccate dalla banda.



