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Alt alla proroga delle concessioni balneari in Calabria: arriva lo stop del Mef

La Commissione Bilancio del Senato ha respinto l’emendamento proposto dalla Lega che mirava a prorogare le concessioni balneari fino al 30 settembre 2030 nelle zone della Calabria colpite dal maltempo, con particolare riferimento agli effetti del ciclone Harry. La proposta, inserita nel cosiddetto decreto ponte, ha incontrato il parere negativo del Ministero dell’Economia e delle Finanze, portando alla sua definitiva cancellazione dal testo.

Le motivazioni tecniche e il nodo delle coperture

La decisione di cassare la norma è scaturita principalmente da ragioni di natura finanziaria. Secondo quanto emerso durante i lavori parlamentari, il Mef ha espresso contrarietà a causa dell’onerosità della misura, evidenziando una mancanza di adeguata copertura economica. Tale carenza ha sollevato dubbi di legittimità in relazione all’articolo 81 della Costituzione, che disciplina l’equilibrio di bilancio e l’obbligo di indicare i mezzi per far fronte a nuove o maggiori spese.

Il rischio di sanzioni europee e la compatibilità normativa

Oltre ai profili di bilancio nazionali, la proroga delle concessioni avrebbe esposto l’Italia a un ulteriore rischio di procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea. La normativa comunitaria richiede infatti procedure di evidenza pubblica per l’assegnazione delle aree demaniali, rendendo i rinnovi automatici o le proroghe generalizzate incompatibili con i principi di concorrenza e libertà di stabilimento previsti dai trattati. Il provvedimento avrebbe dunque potuto aggravare il contenzioso già aperto tra Roma e Bruxelles sulla gestione dei litorali.