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Intercettata in acque internazionali la Global Sumud Flotilla diretta a Gaza

Una nuova crisi diplomatica e umanitaria si è aperta nel Mediterraneo dopo che la Global Sumud Flotilla, una missione internazionale impegnata nel trasporto di aiuti verso la Striscia di Gaza, è stata intercettata e bloccata dalle forze navali israeliane. L’operazione è avvenuta durante la notte a ovest dell’isola di Creta, in un punto situato in acque internazionali, ben lontano dal perimetro delle acque territoriali israeliane o della zona di blocco navale di Gaza.

Secondo quanto dichiarato dalla Marina di Tel Aviv, l’intervento ha portato al sequestro di circa 50 imbarcazioni che componevano la spedizione. A bordo delle navi si trovavano circa 400 attivisti di diverse nazionalità, tutti dichiarati in stato di arresto dai militari israeliani. Le autorità israeliane hanno confermato che l’intercettazione è avvenuta a centinaia di chilometri dalle proprie coste, giustificando l’azione come misura preventiva.

Le immagini del blitz e le accuse di pirateria

La dinamica del sequestro è stata parzialmente documentata da alcuni filmati diffusi sui canali social, tra cui Telegram. In uno dei video si osserva chiaramente l’equipaggio di una delle imbarcazioni della Flotilla con le mani alzate in segno di resa, mentre soldati armati salgono a bordo per prendere il controllo del mezzo.

Il coordinamento degli attivisti ha reagito con estrema durezza, definendo l’azione militare come un atto di pirateria moderna. Gli organizzatori della missione hanno sottolineato come il sequestro sia avvenuto a oltre 960 chilometri dalla destinazione finale, configurandosi come un “rapimento di civili nel mezzo del Mediterraneo”. La richiesta inviata alla comunità internazionale è quella di un intervento immediato per proteggere i membri della missione e per chiamare Israele a rispondere di quelle che vengono descritte come violazioni flagranti delle norme internazionali sulla navigazione.

La richiesta di intervento alle istituzioni italiane ed europee

In Italia, l’organizzazione Freedom Flotilla Italia ha manifestato immediata solidarietà ai partecipanti alla missione, condannando l’intervento armato contro navi civili. In una nota ufficiale, l’associazione ha ribadito che l’attacco è stato condotto dall’esercito israeliano in uno spazio marittimo non soggetto alla giurisdizione di alcuno Stato, aggravando la posizione legale dell’operazione.

“Un episodio di estrema gravità che rappresenta una violazione del diritto internazionale” si legge nel comunicato diffuso dal coordinamento italiano. Freedom Flotilla Italia ha sollecitato formalmente il governo italiano e le istituzioni dell’Unione Europea a prendere una posizione chiara, chiedendo una condanna ufficiale e azioni concrete per garantire l’incolumità degli attivisti detenuti e il rispetto dei trattati internazionali che regolano la libera navigazione in mare aperto.