Un cammino lungo oltre 1.000 chilometri, iniziato sotto i portici del Santuario di San Luca a Bologna e concluso tra le mura familiari di Terranova Sappo Minulio, nel reggino.
Il primo maggio, la comunità locale ha accolto Nunzio e Massimo Malivindi, due fratelli che hanno trasformato una sfida fisica in una testimonianza di devozione e impegno sociale. Il viaggio rappresenta lo scioglimento di una promessa legata alla guarigione della sorella Carmela, unendo il sentimento religioso alla sensibilizzazione su temi di salute pubblica.
Un viaggio tra fede e ricerca scientifica
L’impresa dei fratelli Malivindi non è stata solo un atto di gratitudine privata. Durante l’intero percorso, i due pellegrini hanno scelto di sostenere attivamente la Fondazione Komen, impegnata nella lotta contro il tumore al seno. Ogni passo compiuto lungo la penisola ha così acquisito un duplice valore: il ringraziamento per il superamento della malattia e il sostegno concreto alla ricerca scientifica, per offrire speranza a chi affronta ancora oggi la stessa battaglia.
La meta finale, il Santuario del Santissimo Crocifisso, ha fatto da cornice a un momento di forte coesione sociale. L’arrivo a Terranova Sappo Minulio ha coinvolto residenti e fedeli, trasformando un gesto individuale in un evento collettivo capace di richiamare l’attenzione sull’importanza della prevenzione e della solidarietà.
Il riconoscimento delle istituzioni locali
L’intera esperienza è stata seguita con attenzione dalle autorità cittadine, che hanno voluto sottolineare il valore civile di tale iniziativa. Il sindaco di Terranova Sappo Minulio, Ettore Tigani, ha espresso il proprio plauso per l’impegno dei due concittadini. Intervistato da Graziano Tomarchio, il primo cittadino ha descritto l’accaduto come un’impresa straordinaria alimentata dalla fede e dall’amore di una famiglia.
L’iniziativa dei Malivindi resta come un esempio di resilienza, dove la fatica fisica del lungo cammino si è fatta veicolo di un messaggio positivo. Il pellegrinaggio ha saputo coniugare la tradizione del voto religioso con la modernità dell’impegno civile, ricordando come le storie personali possano diventare motore di sensibilizzazione per l’intera collettività.



