La celebrazione del Primo Maggio a Gioia Tauro si è trasformata in un manifesto politico e sociale per il futuro della regione. Mariaelena Senese, Segretaria Generale della UIL Calabria, ha scelto il cuore industriale e logistico della piana per lanciare un messaggio netto alle istituzioni: la Calabria non cerca sussidi, ma le condizioni minime di normalità necessarie per innescare lo sviluppo economico.
Infrastrutture e sanità: i pilastri fragili della cittadinanza
Il diritto alla mobilità e quello alla salute rappresentano le prime grandi emergenze evidenziate dalla Segretaria. In un territorio dove la maggior parte dei comuni è classificata come periferica o ultraperiferica, la carenza di trasporti si traduce in un ostacolo diretto all’occupazione. Senese ha sottolineato come molti cittadini siano costretti a spendere porzioni ingenti del proprio salario solo per raggiungere il posto di lavoro, definendo la mobilità un lusso che i calabresi non possono più permettersi.
Parallelamente, il settore sanitario continua a mostrare segni di profonda sofferenza. I dati citati nel corso della manifestazione indicano che tra il 2020 e il 2024 la spesa per la mobilità sanitaria passiva ha superato 1,5 miliardi di euro. Si tratta di risorse che lasciano la regione insieme ai pazienti, alimentando un circolo vizioso di sfiducia che spinge le comunità verso lo spopolamento. «Quando le persone sono costrette a curarsi fuori regione, non perdiamo solo soldi. Perdiamo fiducia. Perdiamo comunità», ha dichiarato Mariaelena Senese nel suo intervento.
L’emergenza occupazionale per donne e giovani
Il focus si è poi spostato sulla condizione femminile e giovanile, definita come una vera e propria ingiustizia strutturale piuttosto che un semplice divario statistico. Con meno di una donna su tre regolarmente occupata, la Calabria si posiziona ben al di sotto delle medie nazionali ed europee. Il peso del lavoro di cura, non riconosciuto e non pagato, costringe migliaia di donne a scegliere tra la carriera e la famiglia, limitando la libertà individuale e la crescita complessiva della società.
Non meno critica è la situazione dei giovani. I dati riportano che quasi un ragazzo su due appartiene alla categoria dei NEET, ovvero giovani che non studiano e non lavorano. Per contrastare questa tendenza, la UIL Calabria ha richiesto investimenti mirati in asili nido, voucher per l’assistenza e incentivi per l’imprenditoria femminile, con l’obiettivo di rendere il lavoro flessibile e dignitoso.
Decreto Lavoro e gestione della ZES
In merito alle recenti decisioni del Consiglio dei ministri, la Segretaria ha riconosciuto l’importanza della lotta ai contratti pirata, rivendicando come la scelta di concedere aiuti solo alle aziende che applicano contratti sottoscritti dai sindacati maggiormente rappresentativi sia il frutto di battaglie sindacali. Tuttavia, restano aperte questioni cruciali come la detassazione degli aumenti contrattuali e la copertura assicurativa per i caregiver.
Infine, una critica ferma è stata rivolta all’ipotesi di estensione della Zona Economica Speciale (ZES) al resto del Paese. Secondo la UIL Calabria, equiparare gli incentivi su tutto il territorio nazionale finirebbe per favorire le aree già industrializzate del Nord, svuotando di significato uno strumento nato per colmare il gap del Mezzogiorno. «La ZES non è un privilegio. È uno strumento di giustizia sociale ed economica», ha ribadito Senese, chiudendo l’evento con la promessa di riportare il lavoro sicuro e giusto al centro dell’agenda regionale.



