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Screening del colon retto in Calabria, avviata la procedura per l’acquisto di nuovi macchinari

L’iter per l’acquisto di quattro macchinari d’avanguardia destinati alla diagnosi precoce del tumore al colon retto ha finalmente preso il via. La procedura giunge in seguito alle numerose segnalazioni dei cittadini riguardanti le gravi difficoltà di accesso ai percorsi di prevenzione, causate principalmente dalla mancanza di materiali di consumo e di strumentazioni diagnostiche adeguate sul territorio regionale.

Sulla questione era stata presentata un’apposita interrogazione il 4 marzo 2026 per fare chiarezza sullo stato dell’arte e sui tempi delle procedure di gara per la fornitura delle apparecchiature. La Regione Calabria ha risposto confermando l’avvio della prassi per l’acquisto dei sistemi dinamici automatizzati, segnando un avanzamento rispetto a una gara che risultava ferma da oltre un anno.

La richiesta di tempistiche certe per la prevenzione

Nonostante l’avvio dell’iter rappresenti un segnale positivo, resta centrale il nodo legato ai tempi di attuazione, affinché non trascorra troppo tempo tra la fase burocratica e l’effettiva disponibilità del servizio per l’utenza. Il fattore temporale risulta infatti decisivo per l’efficacia dei programmi di prevenzione oncologica.

Sulla vicenda è intervenuta la Vicepresidente della Commissione Sanità, Rosellina Madeo, che ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto all’interno delle sedi istituzionali per ottenere risposte concrete:

“Soddisfatta dunque di aver sollecitato e pungolato la Regione affinché si impegnasse a rendere agibile questo percorso di screening, ma continuerò a seguire la procedura perché dalle disposizioni di acquisto si passi all’erogazione effettiva del servizio.”

L’iniziativa ispettiva era stata indirizzata direttamente al Presidente della Regione e all’allora commissario ad acta per la Sanità, proprio per superare una situazione che rendeva quasi impossibile l’accesso agli esami per i cittadini inseriti nelle fasce d’età a rischio.

I livelli essenziali d’assistenza e la situazione territoriale

La questione degli screening si inserisce in un contesto più ampio legato ai Livelli essenziali di assistenza (Lea). La Calabria ha registrato un punteggio di 177 punti su 300, evidenziando le maggiori carenze proprio nell’ambito dell’assistenza territoriale e della prevenzione.

L’obiettivo dell’attività istituzionale, anche in seno alla Commissione Sanità, resta quello di migliorare le prestazioni locali per ridurre la necessità della migrazione sanitaria. Il quadro generale sconta inoltre le preoccupazioni legate alle pre-intese tra Stato e Regioni sull’autonomia differenziata, ma l’impegno per la tutela del diritto alla salute sul territorio calabrese proseguirà attraverso gli strumenti previsti dalle istituzioni.