HomePoliticaRiace, la minoranza chiede il commissariamento...

Riace, la minoranza chiede il commissariamento del Comune dopo la decadenza di Lucano

I consiglieri comunali di minoranza del Comune di Riace hanno presentato un’istanza formale alla Prefettura di Reggio Calabria e, per conoscenza, al ministero dell’Interno.

Il documento richiede l’immediata sospensione del consiglio comunale, la nomina di un commissario prefettizio per la provvisoria amministrazione dell’ente e l’avvio della procedura di scioglimento dello stesso consiglio. L’iniziativa, firmata da Francesco Salerno, Antonio Trifoli e Salvatore Certomà, giunge a seguito dell’ultima pronuncia della Corte d’appello di Reggio Calabria, che ha confermato la decadenza di Mimmo Lucano, attuale europarlamentare, dalla carica di sindaco della cittadina.

I motivi della decadenza e il ricorso in Cassazione

Con la sentenza emessa alla fine del mese di aprile, i giudici di secondo grado hanno confermato la decisione con la quale, nel mese di luglio del 2025, il Tribunale di Locri aveva accolto il ricorso della Prefettura. Secondo l’ufficio territoriale di governo, la sentenza definitiva contro Lucano nel processo Xenia costituiva una causa di incandidabilità in base alla legge Severino. In quel procedimento giudiziario, il sindaco era stato assolto da 18 dei 19 capi di imputazione, tra cui l’associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma aveva riportato una condanna per un reato di falso.

La difesa sostiene invece che la legge Severino non avrebbe dovuto essere applicata, poiché il giudice penale non aveva disposto l’interdizione dai pubblici uffici. Per questo motivo, i legali di Lucano si apprestano a presentare ricorso in Cassazione chiedendo una nuova sospensiva.

Le ragioni dell’istanza di scioglimento

La tesi dei consiglieri di minoranza e dei loro legali, i professori Andrea Lollo e Paolo Falzea che hanno redatto l’istanza, è opposta. La decadenza viene considerata dagli avvocati «pienamente efficace ed esecutiva, con conseguente obbligo di scioglimento del consiglio comunale previsto dalla normativa vigente».

Nella richiesta inoltrata alla Prefettura si evidenzia che il Comune di Riace si troverebbe in una situazione di grave incertezza istituzionale e amministrativa, che risulterebbe aggravata dalla protratta inerzia del consiglio comunale rispetto agli adempimenti richiesti dalla Prefettura e dalla necessità di assicurare piena continuità amministrativa in presenza di rilevanti questioni economiche e finanziarie pendenti.

Secondo i legali, la sospensione dell’organo consiliare e la nomina di un commissario rappresentano misure urgenti per garantire il buon andamento dell’amministrazione e il ripristino della legalità istituzionale. Una posizione condivisa dai firmatari Salerno, Trifoli e Certomà, i quali hanno affermato che «è necessario ristabilire condizioni di piena legittimità e funzionalità amministrativa nell’interesse esclusivo della comunità riacese, assicurando il rispetto delle norme e la continuità dell’azione amministrativa».