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Sospensione delle terapie per l’anemia falciforme a Crotone, esplode la protesta per i servizi salvavita

L’efficienza del sistema sanitario pubblico in Calabria si trova nuovamente al centro del dibattito a causa di una grave interruzione delle prestazioni assistenziali.

Presso l’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone, l’Azienda sanitaria provinciale ha sospeso il trattamento di eritroexchange, una terapia fondamentale per la rimozione del sangue falcemico nei pazienti affetti da anemia falciforme. La fine delle scorte dei filtri specifici ha determinato il blocco delle procedure, lasciando le persone affette da questa patologia senza la necessaria copertura terapeutica, nonostante la situazione di criticità fosse ampiamente prevedibile da diversi mesi.

Il trattamento in questione riveste un ruolo insostituibile per la sopravvivenza dei malati, poiché l’eliminazione dei globuli rossi deformati previene l’insorgenza di crisi vaso-occlusive dolorose, oltre a ridurre drasticamente il rischio di complicazioni letali come ictus o infarti. La carenza dei dispositivi medici blocca l’accesso a una cura che non permette alternative o rinvii per i pazienti del territorio crotonese.

La denuncia politica e le richieste alla Regione Calabria

Il consigliere regionale Ernesto Alecci ha espresso una netta condanna riguardo alla gestione della vicenda, evidenziando il forte disagio sociale che ne deriva. “Non è possibile continuare a vivere nell’emergenza continua anche di fronte a casi di cure salvavita.”

Il quadro descritto evidenzia una costante difficoltà delle strutture locali nel rispondere alle esigenze primarie dei cittadini, i quali si trovano privati del diritto fondamentale alla tutela della salute. Le promesse di riorganizzazione del settore non sembrano finora sufficienti a colmare le carenze strutturali che colpiscono la provincia di Crotone, alimentando il senso di precarietà tra i residenti che necessitano di terapie salvavita.

L’auspicio formulato alle istituzioni è una mobilitazione immediata da parte del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e dei vertici dell’Asp di Crotone. Viene richiesta l’attivazione tempestiva di soluzioni stabili che garantiscano la ripresa del servizio direttamente nella struttura ospedaliera locale, escludendo l’adozione di misure provvisorie o la necessità di trasferimenti logistici complessi per i pazienti già provati dalla malattia.