A distanza di trentaquattro anni da uno dei momenti più drammatici della storia repubblicana, l’Italia si unisce nel ricordo del sacrificio di chi ha pagato con la vita l’impegno contro il potere mafioso. La ricorrenza diventa l’occasione per riflettere sull’eredità morale lasciata dai servitori dello Stato e sul dovere di trasformare la memoria in un’azione concreta e quotidiana.
L’omaggio ai martiri di Capaci
La Giornata della legalità rappresenta un momento di profonda commozione e riflessione per l’intera nazione, unita nel fare memoria del tragico attentato del 23 maggio 1992. Il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia, Roberto Occhiuto, ha voluto esprimere il proprio pensiero in questa ricorrenza solenne.
“Nella Giornata della legalità, l’Italia ricorda la strage di Capaci e rende omaggio a Giovanni Falcone, a Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, servitori dello Stato che hanno sacrificato la propria vita nella lotta contro la mafia. Quella ferita, a distanza di anni, resta viva nella coscienza collective del Paese”.
Un impegno da rinnovare nel quotidiano
Il valore del ricordo non si esaurisce nella semplice commemorazione, ma si traduce in un principio guida per il presente e per il futuro delle istituzioni e della società civile. La lotta alla criminalità organizzata si inserisce così in un percorso di crescita sociale ed economica.
“Ma da quel dolore è nata una consapevolezza ancora più forte: il rispetto della legge e il contrasto alla criminalità organizzata non sono principi astratti, ma condizioni indispensabili per garantire libertà, sviluppo e futuro alle nostre comunità. La legalità si costruisce ogni giorno: nelle istituzioni, nella scuola, nel lavoro, nell’amministrazione pubblica, nelle scelte individuali e collettive. Molto è stato fatto grazie al sacrificio e all’impegno di chi ci ha preceduto, ma molto resta ancora da fare. Ed è una responsabilità che appartiene a ciascuno di noi”.



