Una nuova minaccia informatica prende di mira i cittadini attraverso una pericolosa campagna di phishing. I truffatori stanno sfruttando il nome di SEND, il Servizio Notifiche Digitali della piattaforma PagoPA, utilizzato dalla Pubblica Amministrazione per l’invio di comunicazioni con valore legale. L’allarme è stato lanciato dal CERT-AGID il 27 maggio 2026, spingendo le associazioni dei consumatori a diffondere raccomandazioni per evitare che gli utenti cadano nel tranello.
I messaggi fraudolenti, inviati tramite e-mail o SMS, imitano in modo accurato le comunicazioni ufficiali della piattaforma. Vengono presentati come solleciti di pagamento per presunte sanzioni stradali non saldate, completi di dettagli apparentemente credibili quali importi precisi, numeri di pratica, scadenze imminenti e un linguaggio formale. L’obiettivo dei criminali informatici è spingere la vittima a cliccare su un collegamento ipertestuale per inserire i dati della carta di credito su un sito web contraffatto, con il rischio di subire prelievi non autorizzati o lo svuotamento del conto corrente.
I canali ufficiali di SEND e le modalità di notifica
La piattaforma ufficiale SEND consente agli enti pubblici l’invio di atti giudiziari, verbali di sanzioni e comunicazioni fiscali. Le notifiche autentiche avvengono esclusivamente attraverso tre canali certificati: l’App IO, la Posta Elettronica Certificata (PEC) intestata al destinatario o la raccomandata cartacea con avviso di ricevimento. Il servizio SEND non richiede mai pagamenti tramite e-mail ordinaria o SMS, né reindirizza a portali di terze parti per effettuare i versamenti.
L’intervento di Codici e gli elementi per riconoscere l’inganno
L’associazione Codici è impegnata nel monitoraggio e nell’assistenza contro queste frodi. Antonella Votta, referente del Settore Privacy e Nuove Tecnologie di Codici, ha commentato la situazione delineando i rischi e i dettagli a cui prestare attenzione: “Come associazione siamo impegnati in un’attività di monitoraggio, segnalazione e assistenza per queste nuove frodi. La digitalizzazione dei servizi pubblici rappresenta un enorme progresso, ma porta con sé nuovi rischi per i cittadini meno esperti. I truffatori sfruttano la scarsa familiarità con le piattaforme ufficiali per ingannare le persone. Chiediamo alle istituzioni di intensificare le campagne di educazione digitale e invitiamo tutti i cittadini a diffondere queste informazioni tra familiari e amici, in particolare tra gli anziani, più esposti a questo tipo di frodi. Parliamo di truffe sempre più sofisticate, ma è possibile riconoscerle, e smascherarle, facendo attenzione ad alcuni elementi.
I messaggi fraudolenti arrivano via e-mail o SMS con mittenti che imitano indirizzi ufficiali, ma non lo sono, e comunicano sanzioni stradali o multe di cui non si ha memoria. All’interno ci sono link a siti web con indirizzi leggermente modificati. Il tono utilizzato è urgente e allarmistico, con il richiamo a scadenze ravvicinate per il pagamento. Viene richiesto l’inserimento di dati della carta di credito direttamente online. Infine, la grafica può sembrare autentica, ma piccoli dettagli nel layout o nel testo possono rivelare la falsità del sito. Cosa fare, allora, se si riceve uno di questi messaggi? Di sicuro non bisogna cliccare sul link presente nel messaggio, inserire dati della propria carta di credito o del conto bancario, richiamare numeri di telefono indicati nel messaggio, rispondere all’e-mail o all’SMS. Se si sono già inseriti dati bancari, è importante contattare immediatamente la propria banca per bloccare la carte e segnalare la frode. È opportuno, inoltre, verificare l’eventuale presenza di vere sanzioni accedendo direttamente al portale ufficiale notifichedigitali.it o tramite l’App IO. Sono tutti passaggi utili per evitare di finire in trappola”.
Per i cittadini che necessitano di supporto o che sono rimasti vittima di una truffa online, l’associazione Codici offre assistenza. È possibile contattare lo sportello telefonico al numero 065571996, inviare un messaggio WhatsApp al numero 3757793480 oppure scrivere all’indirizzo e-mail segreteria.sportello@codici.org.



