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Report DeRev 2026: Calabria ancora ferma sul fondo della classifica social delle Regioni

La Lombardia si conferma per il quinto anno consecutivo l’eccellenza italiana nella comunicazione istituzionale sui social media. L’annuale analisi firmata da DeRev, società specializzata in strategia, comunicazione e marketing digitale, evidenzia una leadership ormai consolidata per il Pirellone, ma mostra anche un vertice della classifica generale decisamente compatto.

La vera sorpresa dell’edizione 2026 è rappresentata dalla Puglia, capace di compiere un balzo in avanti di ben cinque posizioni: passando dal settimo al secondo posto, la struttura di comunicazione pugliese ha replicato l’ottima performance già registrata nel 2023. A completare il terzetto di testa si posiziona il Friuli-Venezia Giulia, coronamento di una progressione costante iniziata nel 2022.

Al contrario, la parte bassa della graduatoria non mostra scossoni significativi, palesando un divario digitale ormai strutturale. Nelle ultime posizioni rimangono infatti relegate Molise, Calabria e Trentino-Alto Adige, tre realtà che continuano a manifestare una storica e profonda difficoltà nell’adeguare i propri canali istituzionali ai flussi dell’informazione contemporanea.

La classifica generale viene elaborata attraverso il DeRev score, un punteggio calcolato da un algoritmo proprietario che sintetizza l’efficacia della comunicazione esaminando i profili ufficiali su Facebook, Instagram, TikTok e X. I parametri prendono in considerazione la qualità del presidio, l’ampiezza della community sia in valore assoluto sia in rapporto alla popolazione residente, la frequenza di pubblicazione e l’engagement dei follower.

Il nuovo assetto dei presidenti regionali

Il report del 2026 segna una netta linea di demarcazione rispetto al passato a causa del rinnovamento della classe politica locale. La sezione dedicata ai presidenti di Regione ha perso i suoi storici punti di riferimento: l’ex governatore veneto Luca Zaia, a lungo dominatore della classifica, Vincenzo De Luca (Campania) e Michele Emiliano (Puglia). L’attenzione si è spostata sui loro successori, con risultati che in molti casi hanno superato le aspettative.

Roberto Fico ha debuttato direttamente al primo posto della classifica individuale, migliorando sensibilmente il posizionamento finale dell’era De Luca. Il neo-governatore della Campania è l’esponente politico che raggiunge il maggior numero di utenti assoluti, con 775.880 contatti, e stacca nettamente la concorrenza per l’engagement, registrando un tasso record del 16,69%. Lo segue a ruota Antonio Decaro, subentrato a Emiliano alla guida della Puglia, che si piazza in seconda posizione con un bacino di 686.056 utenti raggiunti.

Il terzo gradino del podio dei presidenti viene occupato da Eugenio Giani (Toscana), forte di 425.693 contatti, che sfrutta lo scivolamento di Alberto Stefani: il nuovo governatore veneto inizia infatti il proprio mandato fermandosi all’ottavo posto, pur distinguendosi per un buon tasso di coinvolgimento (5,3%) che lo colloca davanti a Francesco Rocca (Lazio, fermo al 3,31%). Tra chi ha mantenuto la guida dell’Ente rispetto allo scorso anno, la performance più rilevante appartiene ad Attilio Fontana: il presidente della Lombardia è stato protagonista di una vera e propria rimonta, risalendo dall’undicesimo posto del 2025 fino alla sesta posizione attuale. Sul piano della capacità di intercettare i propri amministrati, la leadership appartiene invece a Massimiliano Fedriga: il governatore del Friuli-Venezia Giulia fa registrare un tasso di penetrazione del 26,13%, confermandosi il politico che parla alla quota più alta della propria popolazione regionale.

Metriche di crescita e declino della piattaforma X

Il monitoraggio effettuato tra il 13 maggio 2025 e il 13 maggio 2026 dimostra come la qualità del coinvolgimento sia il vero motore della crescita digitale. Il secondo posto complessivo della Puglia è strettamente legato al balzo dell’engagement, salito allo 0,57% rispetto allo 0,35% dell’anno precedente. In questa specifica metrica, i pugliesi si collocano alle spalle della Sardegna (0,60%) e dello straordinario Friuli-Venezia Giulia, leader nazionale con uno 0,86%. La regione friulana vanta anche il primato per la crescita della community con 45.521 nuovi follower, superando la Lombardia (41.021) e la Puglia (26.250). Sul piano dei volumi complessivi, la Lombardia strappa lo scettro di community più numerosa d’Italia alla Campania, superandola per 738.767 utenti contro 717.628.

“La distanza tra chi comunica bene e chi fatica dipende molto dalla presenza di una strategia – spiega il ceo di DeRev, Roberto Esposito – La testa della classifica è compatta proprio perché le Regioni che la guidano hanno scelto di investire con continuità e con metodo, costruendo una relazione nel tempo. I dati di quest’anno mostrano con chiarezza che le istituzioni che crescono di più sono quelle che riescono a trasformare i canali digitali in spazi di dialogo coerenti e continuativi. L’engagement, in questo senso, è il segnale di una comunicazione che riesce davvero a entrare in contatto con i cittadini. Allo stesso tempo, il report evidenzia come la comunicazione istituzionale italiana sia ancora molto concentrata su piattaforme e linguaggi consolidati: questo garantisce stabilità, ma rischia di rallentare la capacita’ di intercettare pubblici e abitudini informative che stanno cambiando rapidamente”.

La predilezione per i canali tradizionali emerge chiaramente dalla mappatura delle piattaforme utilizzate. Soltanto quattro amministrazioni regionali (Lombardia, Puglia, Liguria e Sardegna) presidiano contemporaneamente tutti e quattro i social presi in esame. Facebook rimane l’autentico punto di riferimento della pubblica amministrazione, registrando la presenza di tutte e venti le Regioni e di diciannove governatori, per una platea complessiva di 3,6 milioni di iscritti sui canali degli Enti e 2,6 milioni su quelli dei presidenti. Ottimo anche il radicamento di Instagram (diciannove regioni e diciotto presidenti), mentre lo sbarco su TikTok appare ancora timido, limitato a quattro amministrazioni regionali e dieci governatori. Al contrario, la piattaforma X sta vivendo una fase di evidente declino istituzionale: pur conservando un buon livello di presidio formale (quindici regioni e quattordici presidenti), la piattaforma fa registrare un saldo di follower pesantemente negativo in entrambe le categorie, evidenziando una perdita netta di diciassettemila utenti per i soli account delle Regioni.