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Controlli dell’Ispettorato del Lavoro nel cosentino, raffica di irregolarità e dodici aziende sospese

L’attività ispettiva dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Cosenza ha fatto registrare un’accelerazione significativa sul territorio della provincia. Gli interventi, coordinati in sinergia con l’Ispettorato Area Metropolitana di Reggio Calabria, si sono concentrati su due comparti particolarmente esposti al rischio di violazioni: il settore edile e le attività connesse all’allestimento delle strutture balneari in vista della stagione estiva. Le verifiche hanno interessato la fascia costiera tirrenica e jonica, oltre ai centri urbani di Rende, Corigliano-Rossano e Castrovillari.

Il bilancio complessivo parla di 29 aziende sottoposte a controllo, suddivise tra 19 imprese edili e 10 stabilimenti balneari. Gli accertamenti hanno fatto emergere una situazione di diffusa non conformità: la quasi totalità delle ditte edili e la maggior parte dei lidi ispezionati sono risultati irregolari. Su 54 posizioni lavorative esaminate dal personale ispettivo, ben 28 sono risultate non in regola, evidenziando una quota rilevante di personale privo di copertura assicurativa e di un regolare contratto di impiego.

Carenze sulla sicurezza e provvedimenti di sospensione

Le criticità riscontrate nel corso delle verifiche hanno portato all’adozione immediata di provvedimenti drastici per tutelare l’incolumità dei lavoratori. Per 12 aziende è scattata la sospensione dell’attività imprenditoriale. La misura si è resa necessaria a causa dell’impiego di manodopera in nero, per via di gravi violazioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, o per la compresenza di entrambi i fattori.

Nel corso dei sopralluoghi sono state rilevate inadempienze strutturali profonde relative alla normativa antinfortunistica. Tra i nodi principali figurano la mancata redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e del Piano Operativo di Sicurezza (POS), l’assenza di percorsi di formazione e informazione destinati ai dipendenti, l’omissione della sorveglianza sanitaria obbligatoria e la fornitura di dispositivi di protezione individuale non conformi agli standard di legge. Nei cantieri edili sono state inoltre contestate irregolarità specifiche legate al montaggio e alla stabilità di ponteggi e impalcature, oltre alla carenza di recinzioni idonee a delimitare le aree di lavoro.

Il quadro delle sanzioni economiche

L’azione di vigilanza ha comportato l’emissione di 39 prescrizioni obbligatorie destinate alla messa in sicurezza immediata delle attività e dei cantieri. Il valore complessivo delle ammende legate alle violazioni penali in materia di sicurezza supera i 98.000 euro.

Per quanto riguarda il contrasto al lavoro sommerso, l’Ispettorato ha contestato 18 maxisanzioni per un ammontare totale di 70.200 euro. A questa cifra si aggiungono circa 67.100 euro di sanzioni amministrative connesse ad altre irregolarità, tra cui la gestione non conforme degli orari di lavoro e delle registrazioni obbligatorie. I provvedimenti di sospensione dell’attività hanno infine generato somme aggiuntive da pagare per un valore di 44.000 euro, delineando un intervento ispettivo dal forte impatto economico sui settori monitorati.