La Calabria piace quando smette di spiegarsi e comincia semplicemente a farsi assaggiare. È quanto è accaduto anche a Milano, nell’edizione Summer di Artigiano in Fiera, dove il racconto della Calabria Straordinaria ha trovato nella cucina identitaria, nei prodotti autentici e nella collaborazione tra istituzioni, chef, produttori e territori, una delle sue immagini più efficaci: una regione capace di emozionare, incuriosire e farsi ricordare.
A Milano una promozione condivisa del territorio
L’agrichef Enzo Barbieri ha tracciato un bilancio dell’esperienza vissuta a Milano insieme agli chef Pierluigi Vacca e Antonio Franzè, evidenziando il supporto degli aiuti e dei collaboratori impegnati nello spazio dedicato alla Calabria. Questo lavoro di squadra ha confermato quanto il cibo possa diventare uno strumento concreto di promozione territoriale quando non viene separato dalla storia dei prodotti, dalla qualità delle filiere e dalla capacità di accogliere. Quando agricoltura e turismo fanno squadra, la regione alza il suo appeal.
Istituzioni e visitatori nello spazio Calabria
La presenza degli assessori regionali all’Agricoltura Gianluca Gallo e al Turismo Giovanni Calabrese ha impreziosito un’esperienza nella quale le istituzioni hanno constatato direttamente l’interesse, la curiosità e l’entusiasmo dei visitatori davanti alle ricette proposte. Questa partecipazione ha confermato il valore di una strategia regionale che, unendo agricoltura, turismo, artigianato, produzioni tipiche e comunicazione, riesce a dare al territorio una forza nuova e riconoscibile.
Il menù identitario tra tradizione e territorio
Il menù proposto ha scelto la strada della semplicità ricca di contenuto, tipica della cucina calabrese più vera. Dai filej con la ’nduja alla versione con una delicata e profumata crema di cime di rapa, fino al panino calabrese farcito con capocollo di maiale nero, caciocavallo podolico e filetti di scapece di zucchine, ogni proposta ha raccontato un pezzo di regione, una filiera e una memoria.
Non sono mancati i sapori più riconoscibili della tradizione: pitte chine, zuppa di ceci e porcini, coppi di baccalà dorato, coppi di zafarani cruschi e chips di patate silane. A chiudere il percorso gastronomico, il gelato al pane dello chef Vacca, il classico tartufo di Pizzo e la pitta ’mpigliata offerta dal panificio Cuti, espressione di una pasticceria rituale antica e sorprendente.
Il valore della rete e l’impegno della squadra
Il successo dello spazio Calabria è stato anche il risultato di una rete di imprese e produttori che sostengono questa narrazione comune. Dal Caffè Aiello, che ha sorpreso i visitatori milanesi, all’olio evo Terre Rugiani della famiglia Farinella di Roggiano, fino ai mostaccioli di Salvatore Farina e ai produttori dei digestivi calabresi, ogni realtà ha contribuito a costruire un’esperienza ricca e autentica.
L’evento ha beneficiato della collaborazione di ARSAC, la cui presenza costante ha accompagnato il lavoro operativo nello spazio fieristico, insieme ai dirigenti e ai funzionari dei diversi assessorati presenti. Un contributo decisivo è arrivato dal lavoro di Gennaro Ascione, impegnato nelle soluzioni operative nei momenti chiave, e di Mimmo Oppedisano, riferimento per la logistica e i trasporti.



