Il Consiglio comunale di Cosenza si riunisce oggi, martedì 9 giugno, in una seduta straordinaria interamente dedicata all’emergenza dei servizi socioassistenziali. All’ordine del giorno vi è un unico e centrale punto: la richiesta di un incremento dei fondi regionali destinati ai servizi socioassistenziali a regime residenziale e semiresidenziale.
La proposta vede come prima firmataria la consigliera comunale e capogruppo Biancamaria Rende, la quale ha definito la situazione attuale come «urgente e non più procrastinabile». Per l’occasione sono stati invitati a partecipare anche i sindaci dell’Ambito territoriale ottimale e l’assessore al Welfare della Regione Calabria, Pasqualina Straface.
Un sistema in emergenza tra normative e carenza di risorse
Il sistema dei servizi sociali territoriali sta attraversando un periodo di profonda crisi amministrativa e sociale. La carenza di risorse colpisce in modo diretto le strutture che offrono supporto a categorie fragili, tra cui anziani, disabili, minori e donne in difficoltà. La problematicità della situazione coinvolge direttamente realtà come case famiglia per minori, centri diurni, residenze per anziani e case di accoglienza.
«Da tempo non solo i titolari delle strutture, ma anche l’Ufficio del Piano, responsabile dell’ambito sociale di cui il Comune di Cosenza è capofila, lamentano l’incapienza dei fondi», evidenzia Biancamaria Rende, rintracciando l’origine principale delle difficoltà nell’aggiornamento della normativa regionale relativo alle autorizzazioni e agli accreditamenti delle strutture residenziali e semiresidenziali.
Il collasso operativo delle strutture e i tagli nazionali
L’adeguamento ai nuovi standard previsti dalla regione ha imposto requisiti più stringenti, determinando un incremento dei costi di gestione e del personale. A questo aumento non è però corrisposto un adeguamento del Fondo regionale per le politiche sociali, creando una forte discrepanza.
«Questa asimmetria tra l’innalzamento dei costi minimi e la invarianza delle risorse erogate sta spingendo i gestori verso il collasso operativo e le amministrazioni comunali nell’impossibilità di garantire i livelli essenziali di assistenza», spiega la consigliera comunale. I gestori hanno infatti dovuto sostenere investimenti significativi per l’adeguamento organizzativo e l’assunzione di personale specializzato, senza ricevere coperture adeguate.
Il quadro macroeconomico viene ulteriormente appesantito dalle politiche centrali. «Le difficoltà si sommano all’allarme di numerosi Comuni contro i tagli che il Governo Meloni apporta a danno delle categorie sociali più fragili», aggiunge la capogruppo.
La necessità di un confronto istituzionale
La convocazione della seduta punta a stabilire un dialogo diretto con i vertici regionali per ottenere risposte concrete e immediate per i territori. In questo contesto, la presenza confermata dell’assessore regionale Pasqualina Straface viene considerata un passaggio chiave per avviare scelte operative efficaci.
«Solo da un confronto pressante ma istituzionalmente corretto potranno arrivare risposte tempestive ed efficaci per gli ambiti interessati e per quella vasta domanda sociale degli “invisibili ultimi” che, da cristiani laici, ci stanno particolarmente a cuore», conclude Biancamaria Rende.



