Un intervento di routine nel corso dei controlli notturni si è trasformato in un’operazione antidroga di rilievo nel centro di Cosenza, nella zona di via Miceli. Gli agenti della Squadra Volante della Questura di Cosenza hanno condotto un’operazione che ha portato alla scoperta di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti e al coinvolgimento di un uomo del posto.
Il controllo notturno e il fermo in via Miceli
Nella notte, intorno alle ore 4:00, le pattuglie impegnate nel monitoraggio del territorio hanno fermato in strada un uomo di 43 anni, identificato con le iniziali A.B., descritto come un professionista cosentino. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il comportamento dell’uomo durante le fasi del controllo ha attirato l’attenzione degli agenti, spingendoli ad approfondire gli accertamenti. L’atteggiamento sospetto ha così innescato ulteriori verifiche mirate, estese subito dopo al suo domicilio temporaneo.
La perquisizione nel bed & breakfast e il rinvenimento dell’hashish
Gli accertamenti successivi hanno condotto gli agenti all’interno di un bed & breakfast della zona, dove il 43enne risultava ospite in quel momento. La perquisizione della stanza utilizzata dall’uomo ha confermato i sospetti delle forze dell’ordine, portando al rinvenimento di circa cinque chilogrammi di hashish. Lo stupefacente è stato immediatamente sottoposto a sequestro. Per gli investigatori della Questura, il ritrovamento rappresenta una conferma della presenza di possibili basi logistiche temporanee destinate ad attività illecite, create sfruttando strutture ricettive affittate per brevi periodi.
Le ipotesi investigative sulla rete di distribuzione
L’uomo fermato si trova al centro di un’indagine per ipotesi di reato legate allo spaccio di sostanze stupefacenti. Restano in corso gli accertamenti necessari a individuare la provenienza dell’hashish e gli eventuali collegamenti con altri soggetti attivi sul territorio calabrese. Tra le piste al vaglio degli inquirenti vi è l’ipotesi che la stanza del bed & breakfast venisse utilizzata come punto d’appoggio strategico per lo stoccaggio e la successiva distribuzione della droga, una modalità che gli investigatori definiscono sempre più ricorrente per ridurre il rischio di controlli prolungati. Le verifiche proseguono per chiarire la struttura della rete e definire con precisione il ruolo del professionista.



