Riconoscimento senza precedenti per l’Ateneo calabrese, che si conferma protagonista in un megaprogetto europeo da 727 milioni di euro per esplorare lo scudo magnetico terrestre.
Traguardo storico per la ricerca spaziale italiana: a tre anni dall’ingresso nella terna delle candidate, la missione spaziale Plasma Observatory incassa il “via libera” decisivo dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e si appresta a entrare nella fase operativa.
Il via libera a Tenerife e i prossimi passi
La notizia è arrivata nel corso del meeting dello Science Programme Committee (SPC) a Tenerife. In questa sede, l’organo che riunisce i delegati dei 23 Stati membri dell’ESA ha formalmente preso atto della raccomandazione scientifica a favore di Plasma Observatory.
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Novembre 2026: È prevista l’approvazione definitiva e l’adozione ufficiale della missione, una volta consolidati gli impegni finanziari dei singoli Stati.
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Subito dopo: La missione entrerà ufficialmente nella Phase B1 per l’avvio delle attività di definizione del progetto.
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2039: L’orizzonte temporale stimato per il lancio ufficiale della costellazione in orbita.
Studiare lo scudo che rende possibile la vita
La missione consentirà per la prima volta uno studio tridimensionale e multi-scala della magnetosfera terrestre, l’invisibile bolla magnetica che avvolge la Terra e ci protegge costantemente dalle letali radiazioni solari.
Capire come questo scudo protettivo interagisce con il plasma (le particelle elettricamente cariche provenienti dal Sole) e ne dissipa l’enorme energia è una delle sfide più affascinanti della fisica moderna. Per la progettazione e la costruzione dell’intera costellazione, l’ESA prevede un investimento complessivo a livello europeo di ben 727 milioni di euro.
L’Unical sul tetto d’Europa: la squadra scientifica
A rappresentare l’Italia nel team scientifico ristretto della missione, oltre all’Ateneo calabrese, ci sarà l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Il ruolo dell’Unical è centrale: il prof. Francesco Valentini (Direttore del Dipartimento di Fisica dell’Ateneo) è membro dello Science Study Team (SST) dell’ESA, un gruppo direttivo composto da soli 9 scienziati in tutta Europa.
Insieme a lui, nel ruolo di Lead Proposers, figurano:
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Maria Federica Marcucci (INAF-IAPS di Roma)
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Alessandro Retinò (CNRS di Parigi)
L’intero gruppo di ricerca di Astrofisica, Geofisica e Fisica dei Plasmi del Dipartimento di Fisica dell’Unical ha supportato la missione fin dalle sue fasi embrionali.
Le voci dei protagonisti
“Questa decisione è l’innesco di un concreto processo di sviluppo per il nostro territorio. Potremo seguire l’intera evoluzione del progetto direttamente qui all’Unical fino al lancio nel 2039. È un’opportunità enorme per il Sud Italia: formeremo e faremo crescere giovani talenti attorno a questa missione, creando in Calabria la futura generazione di scienziati.” — Prof. Francesco Valentini, Direttore del Dipartimento di Fisica dell’Unical
Il traguardo consolida inoltre la sinergia strategica tra Unical e INAF, già partner nella costruzione del radio-telescopio solare intitolato a Vincenzo Carbone nell’ambito del progetto Solaris.
Soddisfazione espressa anche dal Magnifico Rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco:
“Questo risultato certifica l’eccellenza assoluta della ricerca del nostro Ateneo. Essere l’unica università italiana a sedere nello Science Study Team di una missione ESA di questa portata dimostra che l’Unical sa competere e vincere ai massimi livelli globali. Dal Sud Italia si può e si deve guidare l’innovazione scientifica europea.”



