La trattativa per il passaggio di proprietà del Cosenza Calcio si tinge di toni aspri dopo la durissima replica dell’avvocato Giuseppe Carratelli, legale dell’imprenditore Vincenzo Rota, in risposta al comunicato diffuso dai legali della proprietà del club rossoblù. La nota ufficiale della proprietà, definita non corrispondente ai fatti, aveva sollevato dubbi sulla linearità delle trattative, provocando l’immediata controreplica volta a fare chiarezza di fronte all’opinione pubblica, ai tifosi e alle istituzioni.
Al centro della contestazione vi è la condotta del presidente Eugenio Guarascio e dei suoi rappresentanti legali, accusati di aver fornito dati parziali e contraddittori e di aver sistematicamente evitato ogni confronto diretto.
La cronistoria della trattativa e il nodo del debito
Secondo la ricostruzione dettagliata dal legale di Rota, i primi contatti stabili risalgono al 22 maggio 2026, data in cui venne firmato un accordo di riservatezza della validità di quindici giorni per l’acquisizione del 100% delle quote della società. In quella sede, i legali del Cosenza avevano illustrato a grandi linee una situazione debitoria che, tuttavia, si è rivelata profondamente diversa alla prova dei fatti.
Dopo l’invio di una formale manifestazione d’interesse il 25 maggio, finalizzata a ottenere i documenti contabili necessari per formulare un’offerta trasparente, la trasmissione dei dati ha subito forti ritardi. Al momento della consegna della documentazione, l’esposizione debitoria emersa è risultata superiore al doppio di quanto prospettato oralmente. Un divario definito un vero e proprio abisso, seguito da successive rettifiche contabili da parte del club in cui l’attivo risultava inspiegabilmente pari al doppio dei debiti, senza alcuna giustificazione tecnico-giuridica.
Le proposte formali e la richiesta di incontri bilaterali
Nonostante le incongruenze finanziarie, la volontà di investire nel Cosenza Calcio non si è fermata. L’11 giugno 2026 è stata trasmessa tramite PEC una proposta articolata, subordinata a una procedura di due diligence per verificare la reale situazione patrimoniale. Di fronte al silenzio della proprietà, il 15 giugno è stato contattato direttamente Eugenio Guarascio, il quale ha richiesto di formalizzare nuovamente la proposta per iscritto.
La nuova comunicazione inviata in pari data specificava che l’offerta proveniva esclusivamente da Vincenzo Rota, in proprio e per persona giuridica da nominare, con l’indicazione di un congruo corrispettivo e l’invito a un incontro urgente. La risposta della proprietà, arrivata il 17 giugno tramite l’avvocato De Sensi, ha introdotto invece la richiesta di idonee garanzie reali come precondizione per proseguire il dialogo.
Il nodo legale e l’appello finale alla trasparenza
La richiesta di garanzie reali prima dell’avvio formale del tavolo è stata respinta dal legale di Rota, che ha evidenziato come tali strumenti si discutano solo a trattative avviate. Un successivo tentativo della proprietà di mutare la richiesta di garanzie nella richiesta di conoscere i nominativi dei soggetti interessati è stato definito un tentativo goffo, dato che l’identità dell’acquirente era già stata ampiamente comunicata.
L’avvocato Carratelli ha chiarito inoltre che le questioni interne sollevate dalla proprietà in merito a una missiva di alcuni congiunti di Rota sono del tutto irrilevanti ai fini della trattativa, poiché l’imprenditore ha sempre agito in proprio.
La nota si chiude con un invito perentorio alla proprietà del Cosenza Calcio, che recentemente ha manifestato sui media la disponibilità a cedere il club: l’imprenditore Vincenzo Rota si dichiara pronto a sedersi al tavolo, a patto che venga fissata un’immediata riunione ufficiale e vengano mostrate le reali condizioni economico-patrimoniali della società, pretendendo fatti concreti e non dichiarazioni d’intenti.



