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Inseguimento in pieno centro a Reggio Calabria, motociclista fugge all’alt della polizia locale

Un normale accertamento stradale è degenerato in un inseguimento tra le strade del centro di Reggio Calabria. L’episodio ha visto coinvolto un motociclista di circa sessant’anni, incensurato, che ha ignorato l’ordine di arrestare la marcia impartito dagli agenti della polizia locale, dopo essere stato sorpreso a utilizzare il telefono cellulare mentre si trovava alla guida. Il fatto si è consumato in via Romeo, una delle arterie principali della circolazione cittadina.

Semaforo rosso e manovre pericolose nel cuore del traffico

La ricostruzione dettagliata dei fatti evidenzia come l’uomo, nel tentativo di seminare le forze dell’ordine e sottrarsi alle verifiche, abbia attraversato un incrocio nonostante il semaforo segnasse il rosso. La fuga è proseguita con una serie di manovre ad alta rischiosità, che hanno messo a repentaglio la sicurezza degli altri utenti della strada e dei pedoni. Per gestire l’emergenza e garantire la sicurezza pubblica, è stato necessario il coordinamento e l’intervento di diverse pattuglie della polizia locale, impegnate sia nell’inseguimento sia nella complessa gestione della viabilità circostante.

Il fermo e il trasferimento in caserma per gli accertamenti

La corsa del motociclista si è interrotta dopo alcuni minuti di inseguimento, quando i conducenti dei mezzi di istituto sono riusciti a bloccare il veicolo. Successivamente, l’uomo è stato condotto presso la caserma “Macheda Marino” per procedere con le operazioni di identificazione formale e con tutti gli accertamenti previsti dai protocolli di rito.

Scattano i provvedimenti giudiziari e amministrativi

A conclusione delle attività investigative e di verifica, la posizione del sessantenne è al vaglio dell’autorità giudiziaria. Nei suoi confronti è stata formalizzata una denuncia a piede libero ai sensi dell’articolo 192 del Codice della strada, relativo agli obblighi verso funzionari, ufficiali e agenti. Sul piano amministrativo, la condotta ha comportato sanzioni pecuniarie per un ammontare complessivo di circa 500 euro, a cui si aggiunge il contestuale ritiro del documento di guida, propedeutico a una sospensione della patente che non sarà inferiore alla durata di un anno.