La Corte d’Assise d’Appello di Roma ha ribadito la sentenza di primo grado nei confronti di Enrico Varriale, ex vicedirettore di Rai Sport, confermando la condanna a 10 mesi di reclusione per i reati di stalking e lesioni ai danni dell’ex compagna.
I giudici di secondo grado hanno convalidato interamente l’impianto accusatorio, mantenendo la sospensione condizionale della pena e il risarcimento economico stabilito in favore della persona offesa. Qualora la decisione venisse confermata in via definitiva dalla Cassazione, l’accesso alla sospensione della pena sarà subordinato alla frequenza di un percorso di recupero presso enti specifici per autori di violenza di genere.
La ricostruzione della vicenda e le accuse
Il caso giudiziario è scaturito dalla denuncia presentata nel 2021 dall’ex compagna del giornalista. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna ha subito condotte persecutorie e aggressive sia durante sia dopo la fine della relazione. Gli atti processuali fanno riferimento a episodi di violenza fisica e psicologica, tra cui un forte schiaffo e ripetute limitazioni della libertà personale, che hanno ingenerato nella vittima un grave e perdurante stato di ansia e paura.
Il percorso processuale e le tesi contrapposte
Nel corso del giudizio di primo grado, la Procura aveva evidenziato una condotta molesta e reiterata nel tempo. La difesa dell’imputato, al contrario, ha sempre cercato di ridimensionare la portata degli eventi, sostenendo che si trattasse di semplici incomprensioni relazionali e di messaggi scambiati nel contesto di una crisi di coppia. Il tribunale di primo grado aveva comunque ravvisato la responsabilità penale del giornalista, comminando la pena dei 10 mesi e disponendo un risarcimento del danno quantificato in circa 6.000 euro, provvedimento ora interamente confermato in appello.
Il sostegno alla vittima e il secondo fronte giudiziario
A seguito dei fatti contestati, la donna ha modificato radicalmente le proprie abitudini di vita e si è rivolta a un centro antiviolenza per ricevere il necessario supporto psicologico.
Enrico Varriale risulta inoltre coinvolto in un secondo filone d’indagine per episodi analoghi che si sarebbero consumati tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022. Anche in questo caso, il primo grado si è concluso con una sentenza di condanna a una pena detentiva di alcuni mesi, anch’essa sospesa, e con la disposizione di un risarcimento provvisorio. Quest’ultimo iter giudiziario attende ancora lo svolgimento dei successivi gradi di giudizio.



