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La Calabria sul podio nazionale della sostenibilità rurale: sono undici le Spighe Verdi 2026

La Calabria si consolida ai vertici nazionali della sostenibilità e della valorizzazione del territorio. Nell’edizione duemilaventisei delle Spighe Verdi, il prestigioso programma nazionale della Fee (Foundation for Environmental Education) – la medesima organizzazione nota a livello globale per l’assegnazione delle Bandiere Blu alle località costiere –, il territorio calabrese ha visto salire a undici il numero complessivo delle amministrazioni locali premiate.

Questo incremento permette alla regione di posizionarsi al secondo posto assoluto in Italia per numero di riconoscimenti, superata soltanto dal Piemonte. La cerimonia ufficiale di consegna dei premi si è tenuta a Roma presso la sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), con la partecipazione attiva dei sindaci dei municipi vincitori.

Locri è la novità dell’anno: la mappa delle eccellenze calabresi

Il superamento della quota raggiunta nella precedente edizione è legato all’ingresso di una nuova realtà del territorio reggino. Locri rappresenta infatti la novità assoluta di quest’anno, avendo ottenuto per la prima volta l’attestato di merito per le politiche di gestione ambientale attuate.

Insieme alla nuova entrata, l’elenco dei comuni calabresi che hanno visto confermato il proprio impegno virtuoso comprende dieci realtà distribuite sul territorio regionale. Le località premiate sono Belcastro, Cariati, Crosia, Miglierina, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Santa Maria del Cedro, Sellia Marina, Trebisacce e Villapiana.

Il ruolo dell’agricoltura e i criteri di valutazione

Il riconoscimento Spighe Verdi, sviluppato in stretta sinergia con Confagricoltura, punta a evidenziare il valore delle aree interne e il ruolo del comparto primario nello sviluppo economico e sociale. Per l’assegnazione del titolo, la commissione esaminatrice ha preso in esame un articolato set di indicatori condivisi con istituzioni di rilievo quali l’Ispra, il Cnr e i ministeri dell’Agricoltura e del Turismo.

Tra i parametri fondamentali valutati figurano la gestione virtuosa dei rifiuti e l’efficienza degli impianti di depurazione, la promozione di pratiche di educazione allo sviluppo sostenibile e il corretto uso del suolo. Un peso determinante è stato attribuito anche alla presenza di produzioni agricole tipiche, al livello di innovazione tecnologica nei campi, alla qualità dell’offerta turistica e all’accessibilità delle strutture.

Il presidente della fondazione Fee Italia, Claudio Mazza, ha espresso soddisfazione per l’andamento complessivo dell’iniziativa, precisando l’importanza del lavoro svolto dalle amministrazioni locali:

«Anche il 2026 registra un incremento del programma Spighe Verdi e questo rappresenta un percorso concreto di crescita per i territori rurali italiani, non un semplice riconoscimento formale. Il lavoro svolto insieme ai Comuni evidenzia un elemento chiave: la sostenibilità funziona quando diventa processo continuo, misurabile e condiviso».

L’importanza strategica del settore per l’equilibrio dei territori periferici è stata riaffermata dal presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, che ha definito l’agricoltura come un vero e proprio pilastro necessario per la tenuta economica e sociale delle aree interne, capace di dare impulso alla ricettività, all’enogastronomia e al turismo esperienziale attraverso la cura costante del paesaggio.