Il centro storico di Rende riprende a vivere con un segnale forte, tangibile e carico di prospettive per il futuro. La sera del 25 giugno, la splendida cornice di Palazzo Vercillo Martino ha ospitato il taglio della torta e l’inaugurazione ufficiale della nuova sede di Armecal (Arti e Mestieri Calabria). Un evento che ha visto la presenza compatta e solenne dell’Amministrazione comunale di Rende, unita nel celebrare una nuova apertura che non si configura come un episodio isolato, bensì come il tassello di una strategia precisa, lungimirante e coordinata per il rilancio strategico e la rivitalizzazione del borgo antico.
La rinascita del nucleo storico rientra infatti tra gli obiettivi principali dell’Amministrazione guidata dall’esecutivo cittadino. A questo tema cruciale è stato dedicato un apposito e corposo capitolo delle linee programmatiche, inserito all’interno di una visione complessiva della città proiettata verso i prossimi decenni. Particolare soddisfazione è stata espressa dalla consigliera di maggioranza Marinella Castiglione, da sempre residente nel borgo antico e titolare della delega specifica al Centro Storico di Rende, che ha visto in questa inaugurazione il coronamento di un impegno quotidiano e appassionato.
“Il borgo antico non è solo un custode di memorie o un insieme di monumenti storici; è un asset patrimoniale, culturale ed economico di inestimabile valore, che deve essere strettamente connesso con il motore pulsante della parte valliva e dell’intera area urbana.”
Oggi, la sfida che la governance locale si trova davanti non è puramente conservativa o nostalgica, ma riflette una forte visione politica e manageriale: l’obiettivo è trasformare il centro storico in un ecosistema vivo, attrattivo, economicamente autosufficiente e socialmente integrato. Per raggiungere questo traguardo ambizioso, l’Amministrazione ha promosso un’alleanza strategica e di sistema che vede cooperare attivamente il settore pubblico, il mondo accademico, gli investitori privati e i cittadini, a partire da chi il borgo lo vive quotidianamente. La tabella di marcia istituzionale si articola su tre assi fondamentali.
1. Il patto territoriale istituzionale
Il punto di partenza imprescindibile di questo percorso è la stretta collaborazione tra le istituzioni del territorio. Al riguardo, la recente dichiarazione d’intenti siglata tra il Comune di Rende e l’Università della Calabria rappresenta una grande opportunità collettiva che l’intera comunità deve cogliere. In questo contesto, un ruolo cruciale spetta ai privati proprietari di immobili, chiamati a intraprendere da subito questo percorso di rigenerazione.
L’idea cardine è quella di trasformare il patrimonio immobiliare privato, attualmente sfitto, in uno “studentato diffuso” destinato a ricercatori e studenti fuori sede. Questa imponente operazione sarà gestita da una cabina di regia che offrirà incentivi fiscali ai proprietari e garanzie abitative agli studenti. Portare la comunità dell’Unical nel cuore del borgo significa generare una domanda interna stabile per il commercio e i servizi di prossimità, invertendo in modo definitivo la curva dell’isolamento e dello spopolamento.
Sul fronte dei servizi di prossimità, l’Amministrazione ha annunciato di essere in fase avanzata di trattativa, nei termini di legge, per l’acquisizione dei locali ex Carical (oggi Intesa Sanpaolo) situati in piazza degli Eroi. Questi spazi saranno destinati a una sede istituzionale permanente per i servizi alla cittadinanza, garantendo la presenza fisica dell’Amministrazione e l’installazione di uno sportello ATM, grazie alla proficua collaborazione con la BCC Medio Crati, tesoriere dell’Ente.
2. Attrazione degli investimenti privati
Il secondo asse si rivolge direttamente agli stakeholders del mondo economico e produttivo, ai quali l’istituzione richiede coraggio, pragmatismo e visione. Il Centro Storico di Rende, storicamente noto come il “Borgo dei Musei” grazie a eccellenze consolidate come il Museo Civico e il MAON (Museo d’Arte dell’Otto e Novecento), si appresta ad ampliare la sua offerta con il Museo della Ceramica di prossima apertura, affiancato dalla Bottega della Creta, quest’ultima già avviata tramite manifestazione d’interesse. In questo quadro di vivacità culturale si inserisce anche il già attivo cinema Santa Chiara, elemento cardine del sistema di attrazione artistica e culturale del territorio.
Grazie alle risorse europee di Agenda Urbana, l’istituzione comunale sta portando avanti con determinazione la propria parte, riqualificando contenitori storici d’eccellenza come il Castello. A ciò si aggiunge la ristrutturazione del plesso scolastico di via Vanni, destinato a diventare un importante luogo di aggregazione sociale. Per sostenere concretamente il tessuto economico, l’Amministrazione ha annunciato l’imminente uscita del “Bando Aiuti”, mirato specificamente a incentivare nuovi insediamenti produttivi nel Centro Storico.
La palla passa ora alle imprese del territorio, chiamate ad accettare la sfida investendo in ricettività alberghiera diffusa, ristorazione di qualità, artigianato innovativo e digitale, e servizi avanzati per il turismo esperienziale. Se il pubblico ha il compito di spianare la strada e creare il contesto idoneo, è il settore privato che deve generare l’economia reale e occupazionale.
3. Infrastrutture, accessibilità e transizione digitale
Nessun piano industriale di rilancio può tuttavia prescindere da una rete infrastrutturale moderna ed efficiente. È compito imprescindibile delle istituzioni regionali e locali garantire la piena accessibilità del borgo antico per superare le barriere geografiche. L’Amministrazione è già attivamente al lavoro per riattivare il sistema di risalita meccanizzata tramite le scale mobili a Felpiano, oltre a ottimizzare i collegamenti ecologici, rapidi e più frequenti con il Campus Universitario e lo snodo strategico di Quattromiglia.
Parallelamente, è in corso la verifica e il potenziamento della connettività digitale dell’intero perimetro storico. Un centro storico isolato è destinato a morire, mentre un borgo storicamente denso, ma tecnologicamente connesso e facilmente raggiungibile, diventa il luogo ideale per l’insediamento di start-up tradizionali e innovative, nonché per l’attrazione di professionisti in south working.
Un grande patto di responsabilità
La riapertura di Palazzo Vercillo Martino, avvenuta grazie alla proposta e all’iniziativa di Armecal e del suo giovane presidente, dimostra la perfetta coerenza con la visione strategica dell’Ente. Presto anche la Pro Loco Arintha troverà casa all’interno del Palazzo, offrendo il proprio contributo operativo alla promozione del territorio.
La combinazione tra pubblico e privato da sola non basta per cogliere, affrontare e vincere la sfida, ma permette di far convergere ogni azione verso l’obiettivo comune. In questo luogo così significativo per la storia cittadina, di cui la famiglia Vercillo Martino è parte importante, l’Amministrazione ribadisce che i sogni si realizzano quando c’è amore, competenza, passione e impegno. La rianimazione del Centro Storico non è una spesa a fondo perduto, ma un investimento ad alto rendimento sociale ed economico: un progetto ambizioso ma realizzabile se tutti lavoreranno uniti nella stessa direzione. Il primo passo è stato compiuto.



