La Direzione Medica di Presidio del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria ha recentemente emanato una disposizione organizzativa che prevede il blocco dei ricoveri notturni dal Pronto Soccorso verso le unità operative di Medicina Generale, Malattie Infettive e Pneumologia. Il provvedimento, motivato dalla carenza di personale medico all’interno della struttura, ha sollevato l’immediata e ferma reazione delle sigle sindacali NurSind e Cisl Fp, che contestano la legittimità e l’efficacia di tale scelta gestionale.
Le ragioni della contestazione e i rischi per l’assistenza
Le organizzazioni sindacali definiscono il provvedimento illegittimo e pericoloso, evidenziando come la decisione finisca per limitare l’accesso ai ricoveri proprio nelle ore in cui i pazienti si trovano in una condizione di maggiore vulnerabilità. Secondo la posizione espressa dalle sigle, l’atto configura una grave lesione del diritto alla salute per la cittadinanza reggina e rappresenta una modalità inaccettabile di gestione dell’emergenza organizzativa legata alla carenza di organico.
Tra le principali preoccupazioni sollevate vi è il rischio concreto di un pesante sovraffollamento dei locali del Pronto Soccorso. I pazienti potrebbero essere costretti a rimanere per ore sulle barelle in attesa di un posto letto, una situazione che si preannuncia particolarmente critica per i reparti di Malattie Infettive e Pneumologia. Oltre al disagio per l’utenza, i sindacati segnalano le possibili ripercussioni sul piano della sicurezza biologica e l’insostenibile aumento del carico di lavoro per il personale sanitario in servizio.
Il nodo delle sanzioni e le richieste delle sigle
Un ulteriore elemento di forte attrito riguarda il passaggio della direttiva in cui la Direzione Medica prospetta l’invio degli atti all’Ufficio Procedimenti Disciplinari nei confronti degli operatori che non dovessero applicare la disposizione. NurSind e Cisl Fp respingono con fermezza questa impostazione, ricordando che sia il medico di Pronto Soccorso sia il medico di reparto sono tenuti ad agire nel pieno rispetto degli obblighi di legge e del Codice di deontologia medica, in particolar modo quando si tratta di gestire casi di urgenza.
Alla luce di queste criticità, le sigle sindacali hanno richiesto il ritiro immediato o la sospensione del provvedimento organizzativo. In assenza di un riscontro positivo e di una revisione della linea adottata dalla direzione, le organizzazioni hanno annunciato l’intenzione di avviare forme di mobilitazione del personale e di promuovere azioni legali davanti alle autorità competenti.



