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L’inferno di Schiavonea e la piaga del caporalato in Calabria: la nuova schiavitù

Il fuoco ha devastato le baracche a contrada Boscarello, nella frazione di Schiavonea a Corigliano-Rossano, provocando il ferimento di quattro braccianti e la morte di uno di loro a causa delle gravissime ustioni riportate. Durante le operazioni di soccorso è registrata anche l’esplosione di una bombola di gas. L’episodio segue di poche settimane la tragedia di Amendolara, dove quattro lavoratori agricoli hanno perso la vita, confermando la sistematicità di un modello basato sullo sfruttamento nelle campagne calabresi.

Le cause strutturali dietro l’emergenza abitativa

Le baraccopoli non rappresentano un evento improvviso, ma costituiscono il risultato di un lungo isolamento istituzionale e di dinamiche economiche volte alla riduzione dei costi salariali. Il fenomeno del caporalato si articola attraverso una complessa filiera che connette intermediari, imprese agricole e grande distribuzione organizzata, quest’ultima orientata all’imposizione di prezzi al ribasso che gravano sulla manodopera più vulnerabile.

Gli interventi necessari per la tutela dei lavoratori

Il contrasto a questa forma di sfruttamento richiede azioni strutturali urgenti, a partire dallo smantellamento degli insediamenti informali e dall’attuazione di concrete politiche abitative. Risulta inoltre indispensabile intensificare le attività di vigilanza lungo l’intera filiera agroalimentare, garantire l’applicazione dei contratti collettivi nazionali e contrastare l’impiego di lavoro nero per assicurare standard di vita e di impiego conformi ai principi della dignità umana.