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Nuove scoperte archeologiche a Laino Borgo, si è conclusa la settima campagna di scavi a Santa Gada

Il colle di Santa Gada nel territorio di Laino Borgo ha ospitato la conclusione della settima campagna di scavi archeologici. L’indagine ha interessato un’area di quasi cinquanta ettari dove nel corso degli anni è stata portata alla luce una vasta porzione di un abitato lucano. Durante quest’ultima sessione, il lavoro dei ricercatori si è concentrato in una zona centrale del pianoro, situata immediatamente a ovest del luogo di culto.

Gli scavi hanno permesso di evidenziare un altare votivo che custodiva al suo interno le offerte originali. Insieme alla struttura sacra, è stata rinvenuta una serie di depositi di armi e strumenti da lavoro legati alle attività agricole e boschive della comunità. Le operazioni sul campo hanno inoltre consentito di definire un importante incrocio stradale e di individuare i muri perimetrali di altri tre isolati, posizionati agli angoli delle due strade principali orientate secondo gli assi nord-sud ed est-ovest.

La missione di ricerca ha coinvolto circa 40 figure tra dottorandi, specializzandi, laureati e laureandi in discipline archeologiche provenienti dall’Università di Messina e da altri atenei italiani e internazionali, con rappresentanze da Danimarca, Portogallo e Inghilterra. La direzione scientifica è stata affidata al professor Fabrizio Mollo, con il coordinamento sul campo del professor Marco Sfacteria e della dottoressa Valentina Casella.

La rete istituzionale e le sinergie per la ricerca

L’indagine archeologica, attiva in regime di concessione ministeriale dal 2019 tramite il decreto 258/2025, si sviluppa grazie alla collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza, rappresentata dalla dottoressa Mariangela Barbato e dal Soprintendente dottoressa Paola Aurino.

Il supporto logistico e l’ospitalità per l’equipe dell’Università di Messina sono garantiti dal comune di Laino Borgo, guidato dal sindaco Mariangelina Russo e dall’amministrazione comunale. Il sostentamento finanziario delle attività sul campo è assicurato dal Parco Nazionale del Pollino, con l’intervento del commissario Luigi Lirangi e la collaborazione del RUP Bloise.

«E’ sempre emozionante poter vedere come dai terreni del colle di Santa Gada affiorino ogni anno nuovi pezzi di realtà antiche che si collegano in maniera pregnante con la nostra storia e ci regalano un arricchimento della nostra identità antica», ha dichiarato il sindaco Mariangelina Russo. «Poter accogliere il professor Mollo e la sua equipe è sempre una grande esperienza di condivisione e coinvolgimento, che ci apre, come comunità, alla ricerca e all’ampliamento del bagaglio culturale che ci appartiene e ci interessa approfondire».

L’importanza scientifica del sito e i progetti futuri

Le campagne condotte nel corso degli anni hanno esplorato la parte meridionale dell’ampio pianoro di Santa Gada, rivelando un insediamento lucano che fu attivo dalla fine del V fino alla fine del III secolo a.C. Fino a questo momento le ricerche hanno identificato un intero isolato con un’area di produzione artigianale e un luogo di culto, nello specifico un oikos quadrangolare dedicato ad Artemide e una via processionale individuata durante la scorsa stagione scientifica.

L’estensione del colle e la presenza diffusa di materiali in tutti i pianori indicano che Santa Gada rappresenta il principale insediamento abitativo della valle del Mercure-Lao. Le analisi stratigrafiche testimoniano anche frequentazioni più antiche, con tracce sporadiche della fine dell’VIII-inizi VII secolo a.C. e importanti reperti di epoca arcaica databili tra il VI e il V secolo a.C.

«Tutto questo ci permette di definire una grande e articolata realtà archeologica a Santa Gada, ormai importantissima non soltanto per la valle del Lao-Mercure, ma per tutta la Calabria», ha concluso il sindaco di Laino Borgo. «E’ per questo motivo che, anche grazie al cospicuo finanziamento della Regione Calabria, abbiamo avviato la realizzazione del Museo archeologico che custodirà tutti i reperti trovati nel corso di questi anni di ricerche e ci proietta nella volontà di realizzare il parco archeologico, come tappa fondamentale del percorso di valorizzazione del turismo culturale che vogliamo sviluppare in sinergia con tutti gli attori che fanno parte di questa grande e importante missione di ricerca sul nostro territorio».