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Pazienti nei corridoi e rifiuti, scatta la protesta per l’ospedale di Cetraro

La situazione della sanità locale torna al centro del dibattito politico e sociale dopo la dura presa di posizione del consigliere comunale di minoranza di Cetraro, Giuseppe Cesareo. Al centro della contestazione si trovano lo stato del Pronto Soccorso e le procedure del punto prelievi del presidio ospedaliero cittadino, giudicate inadeguate rispetto alle necessità della cittadinanza e alle direttive precedentemente stabilite dai vertici sanitari.

Le critiche alla gestione del Pronto Soccorso e l’OBI inutilizzata

Secondo quanto riferito dall’esponente dell’opposizione, la realtà riscontrata all’interno della struttura non rispecchia le aspettative generate dai passati tavoli tecnici. Nonostante le numerose segnalazioni, gli incontri istituzionali, il sopralluogo e le precise disposizioni impartite dal Commissario dell’ASP di Cosenza, dottor de Salazar, la situazione del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cetraro evidenzia forti criticità, con pazienti costretti a rimanere per ore o giorni sulle barelle, sistemati nei corridoi.

Il fulcro della contestazione si concentra sulla mancata attivazione di moduli assistenziali specifici già presenti all’interno dell’edificio, che potrebbero alleviare il sovraffollamento e garantire migliori condizioni di degenza. Cesareo ha infatti sottolineato che esiste un’Osservazione Breve Intensiva, una struttura dedicata con cinque posti letto, interrogandosi sui motivi per cui non venga utilizzata e su chi abbia deciso di ignorare le disposizioni impartite, assumendosi la responsabilità di continuare a penalizzare i malati.

Le problematiche del punto prelievi e le prossime azioni istituzionali

Le contestazioni non si limitano all’area dell’emergenza, ma investono anche i servizi di diagnostica routinaria. Il punto prelievi continuerebbe a registrare file interminabili e procedure anomale, definite contrarie al buon senso e alle norme igieniche, che vedrebbero i pazienti stessi costretti a trasportare le proprie provette da una stanza all’altra dopo la compilazione con l’infermiere.

Di fronte a questo quadro, definito inaccettabile per la comunità, l’azione politica di contrasto è destinata a proseguire nelle sedi ufficiali. Il consigliere comunale ha confermato l’intenzione di non arretrare, preannunciando nuove denunce pubbliche, istituzionali e davanti a tutte le autorità competenti, con l’obiettivo di chiedere conto delle scelte a chi detiene la responsabilità amministrativa e gestionale del servizio.