La sala consiliare del Comune di Girifalco ha ospitato un evento di straordinario valore civile e sociale, ospitando la formalizzazione della prima unione civile tra due persone dello stesso sesso nella storia della cittadina. Protagoniste assolute della cerimonia sono state Domenica Scicchitano e Giulia Lucchesi.
L‘ingresso delle spose è stato accompagnato da due bouquet caratterizzati dai richiami cromatici dell’arcobaleno, simbolo universale del movimento per i diritti LGBTQIA+, sottolineando anche visivamente la solennità del momento per l’intera collettività locale.
Il quadro normativo e l’emozione delle istituzioni
A sancire legalmente il legame è stata la consigliera comunale Teresa Caruso, delegata alla celebrazione. Durante il rito istituzionale, la rappresentante dell’amministrazione ha dato formale lettura del comma 11 dell’articolo 1 della legge numero 76 del 2016, la normativa che ha introdotto e disciplinato le unioni civili in Italia. Il passaggio cruciale del testo normativo ha ricordato solennemente alle spose come, attraverso l’atto costitutivo dell’unione civile, “le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri”, equiparando la nuova famiglia ai principi di solidarietà e responsabilità tutelati dallo Stato.
La stessa consigliera Caruso, visibilmente commossa durante le fasi salienti della lettura dei registri dello stato civile, ha voluto esprimere a margine della cerimonia il proprio profondo orgoglio istituzionale e personale per aver tenuto a battesimo “una giornata importante per l’intera comunità” ponendo l’accento sul profondo valore civile e umano racchiuso in questo storico traguardo amministrativo.
Un precedente storico per la tutela dei diritti a Girifalco
L’evento rappresenta una pietra miliare per il Comune di Girifalco, poiché iscrive per la prima volta nei registri anagrafici dell’ente un’unione di questo tipo. La celebrazione non è stata soltanto il coronamento di un percorso personale delle due protagoniste, ma ha assunto una forte valenza politica e culturale per la comunità locale, riaffermando nei fatti i principi cardine di uguaglianza, rispetto reciproco e piena tutela dei diritti individuali. L’amministrazione comunale e la cittadinanza hanno così recepito le direttive della legislazione nazionale, trasformando l’aula consiliare nel teatro di una conquista di civiltà destinata a fare da precedente per l’intero hinterland.



