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Proiettile rinvenuto nei bagni del Comune, nuova ombra di intimidazione a Vibo Valentia

Un nuovo episodio inquietante riaccende i riflettori sul clima di tensione, sospetti e intimidazioni che da mesi avvolge il Comune di Vibo Valentia. Questa volta l’area interessata si trova al primo piano di Palazzo Luigi Razza, dove ha sede il Settore Servizi sociali. Nei bagni degli uffici comunali, nella mattinata odierna, è stato rinvenuto un bossolo calibro 6,35.

Secondo quanto si apprende, l’oggetto si trovava sul fondo della tazza del bagno, come se qualcuno avesse tentato di disfarsene o comunque di lasciarlo in un punto non immediatamente visibile. A scoprirlo è stato un dipendente comunale, il quale ha allertato il rispettivo dirigente, facendo scattare l’allarme all’interno del Municipio.

Indagini in corso e assenza di messaggi espliciti

Sul posto sono intervenuti inizialmente gli agenti della Polizia municipale per i primi accertamenti, seguiti dai carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, ai quali sono ora affidate le verifiche investigative. Non sono stati rinvenuti manoscritti minatori, messaggi, rivendicazioni o altri elementi in grado di chiarire con certezza il significato del gesto, né il possibile destinatario.

Il ritrovamento resta da decifrare. Gli investigatori dovranno stabilire se si sia trattato di un episodio isolato, di un gesto dimostrativo o di una vera e propria intimidazione. Una valutazione che richiede cautela, anche se il contesto nel quale il bossolo è stato trovato rende inevitabile la massima attenzione.

I precedenti e la tensione a Palazzo Luigi Razza

Non si tratta del primo episodio dal chiaro sapore intimidatorio che interessa Palazzo Luigi Razza. Il Comune di Vibo Valentia, negli ultimi mesi, è stato attraversato da vicende che hanno alimentato preoccupazione tra amministratori, dirigenti e dipendenti.

Tra i precedenti più gravi figurano i fatti ai danni del dirigente comunale Andrea Nocita, vittima in passato di un pestaggio e successivamente del rogo della propria automobile. A questa escalation si aggiunge il rinvenimento di un biglietto minatorio sotto la porta dell’ufficio dell’assessore Marco Talarico, sempre all’interno della sede municipale. Episodi diversi, non necessariamente collegati tra loro, ma sufficienti a delineare un quadro di forte apprensione per l’ambiente istituzionale cittadino.