L’impiego di animali vivi come premi all’interno di manifestazioni locali torna al centro del dibattito pubblico. La Lega anti vivisezione (Lav) ha espresso forte rammarico per l’organizzazione di un torneo di briscola previsto per venerdì 3 luglio nella località Bovetto, frazione di Croce Valanidi, a Reggio Calabria. L’evento prevede l’assegnazione di due maialini ai vincitori della competizione, una scelta contestata fermamente dall’associazione animalista.
La posizione dell’associazione e il richiamo alle tradizioni
Secondo quanto dichiarato dai rappresentanti della Lav, la decisione di inserire esseri viventi tra i premi in palio rappresenta un passo indietro rispetto ai progressi culturali registrati negli ultimi anni sul territorio nazionale. L’associazione sottolinea come il dialogo avviato nel tempo con diversi organizzatori abbia spesso portato a esiti positivi, sebbene persistano ancora alcune eccezioni radicate nelle realtà locali.
“Ancora oggi nel 2026, come già successo nel 2024, degli animali innocenti vengono usati come oggetti da mettere in premio al termine di un torneo di briscola. Mettere in premio degli animali se da un lato non aggiunge nulla ad un torneo di briscola che niente ha a che vedere con gli animali, dall’altro restituisce la rappresentazione di un territorio che non sta al passo con i tempi e che non riconosce diritti e dignità ad esseri viventi. È ora di dire basta a questi eventi anacronistici, irrispettosi e diseducativi”.
Le motivazioni psicologiche e pedagogiche
A supporto della propria tesi, l’organizzazione richiama una serie di studi condotti da esperti del settore psicologico e pedagogico. Le evidenze scientifiche raccolte nel tempo evidenziano i potenziali effetti negativi che la mercificazione degli animali può avere sullo sviluppo formativo delle generazioni più giovani.
“La nostra affermazione è supportata da ricerche di psicologi di fama internazionale che culminano in un documento dove esprimono motivata preoccupazione rispetto alle conseguenze sul piano pedagogico, formativo, psicologico della frequentazione dei bambini negli zoo, circhi e sagre in cui vengono impiegati animali”.
La richiesta di sostituzione dei premi e i controlli sanitari
La sede locale della Lav ha formulato un appello formale ai promotori dell’iniziativa affinché vengano modificati i riconoscimenti previsti per i partecipanti, tutelando così l’immagine della comunità e promuovendo una maggiore sensibilità ambientale e sociale.
“Chiediamo pubblicamente agli organizzatori di sostituire gli animali con premi che non siano degli individui, certi che un simile gesto non potrà che fare bene all’immagine del territorio in un’ottica di educazione delle generazioni future. La vita di un essere senziente non è un lusso né una merce di scambio né tantomeno il premio di un torneo di briscola”.
In vista dello svolgimento dell’evento, i volontari della Lav hanno annunciato un’attività di monitoraggio sul posto e hanno già provveduto a sollecitare l’intervento dell’Azienda sanitaria provinciale (Asp) competente per il settore veterinario, al fine di verificare il rispetto di tutte le normative vigenti in materia di benessere animale e sicurezza sanitaria.



