Una bolletta dell’acqua da quasi 4.000 euro è stata completamente azzerata dal Comune di Catanzaro dopo la diffida presentata dal Codacons. La richiesta di pagamento, inizialmente notificata come somma dovuta dal cittadino, è stata annullata attraverso l’emissione di una nota di credito. L’amministrazione comunale ha riconosciuto la presenza di una “lettura errata”, procedendo alla rideterminazione dell’importo, che è sceso a circa 130 euro. Un caso che, secondo il Codacons, non può essere archiviato come un semplice errore amministrativo.
Il nodo delle letture stimate e dei consumi fuori scala
L’associazione sottolinea che una maxi bolletta non rappresenta soltanto un’anomalia contabile, ma può trasformarsi in paura, ansia, rischio di morosità e possibile avvio di procedure di recupero per molte famiglie. La contestazione solleva un interrogativo su cosa sarebbe accaduto se il cittadino non avesse opposto resistenza alla richiesta, considerando il rischio che la somma rimanesse registrata come credito o venisse trasferita nella posizione dell’utente in vista del subentro del nuovo gestore del servizio idrico.
Il Codacons riferisce di aver ricevuto numerose segnalazioni su fatture idriche considerate anomale, spesso basate su letture stimate o comunque difficili da verificare. Il problema riguarda in particolare i casi in cui nella stessa bolletta viene indicato un consumo medio annuo contenuto e, contemporaneamente, viene richiesto il pagamento di quantità di acqua molto superiori, calcolate sulla base di dati presunti. Secondo l’associazione, un credito fondato su una lettura errata non è un credito, ma una pretesa inesistente che rischia di consolidarsi se non contestata.
La richiesta di verifiche sulle fatture 2024 e 2025
L’associazione ha chiesto al Comune di Catanzaro di rendere pubblici i dati relativi a quante fatture del 2024 e del 2025 siano state emesse sulla base di letture stimate, quante presentino consumi fuori scala rispetto allo storico delle utenze e quante rettifiche siano state effettuate. La richiesta assume rilevanza poiché la fatturazione degli ultimi anni viene collegata al processo di allineamento delle posizioni degli utenti in vista del passaggio al nuovo gestore del servizio idrico. Per questo motivo viene sollecitata una bonifica preventiva, al fine di evitare il trasferimento di debiti inesistenti o morosità apparenti. La vicenda è stata portata anche all’attenzione di ARERA per verifiche sul rispetto delle regole relative a misure, stime e controlli sulla qualità del servizio.
Sul caso interviene Francesco Di Lieto, che richiama il tema della tutela degli utenti e della coerenza nella gestione del bene comune.
“Non si può parlare di acqua pubblica, bene comune e tutela dei cittadini, e poi lasciare che nelle case arrivino bollette sproporzionate, fondate su letture errate, stimate o non chiaramente documentate”, afferma Di Lieto. “Il cittadino non può subire due volte: prima un servizio che non sempre appare all’altezza di un bene essenziale; poi una fatturazione che pretende somme abnormi senza dimostrare, prima dell’invio della bolletta, la piena correttezza delle letture e dei consumi”.
Il rischio sociale e le richieste all’amministrazione
La preoccupazione del Codacons si estende alla parte di utenza che non dispone degli strumenti per interpretare o contestare una fattura errata, con il rischio che la situazione si trasformi in una tassa sulla disattenzione a danno delle persone più fragili.
L’associazione chiede al Comune la sospensione delle posizioni anomale, la verifica d’ufficio delle bollette sproporzionate, il blocco dei solleciti sulle fatture contestate e la possibilità per gli utenti di effettuare l’autolettura, certificando la correttezza delle posizioni prima del trasferimento al nuovo gestore. Agli utenti che riscontrano importi superiori ai consumi abituali viene raccomandato di verificare il contatore, conservare la documentazione fotografica e presentare reclamo per richiedere il ricalcolo.



