La carenza di personale torna a colpire la sanità territoriale della provincia di Cosenza. Il Nursind ha denunciato con forte preoccupazione la situazione in cui versa il consultorio familiare di Cariati, dove il rischio di una drastica riduzione delle attività assistenziali è ormai concreto a causa della prolungata assenza dell’unica ostetrica in servizio per motivi personali e di salute.
Una criticità che si ripete nel tempo
La carenza di figure professionali nel presidio cariatese non rappresenta un problema inedito. Il segretario aziendale di Cariati, Nicodemo Capalbo, ha evidenziato come l’organizzazione sindacale sia già intervenuta in passato su questa specifica problematica.
«Non è la prima volta – si legge in una nota di Nicodemo Capalbo – che questa organizzazione sindacale interviene su tale criticità. Già negli anni scorsi il Nursind Cosenza, anche attraverso un costante confronto con rappresentanti istituzionali e della politica regionale, aveva segnalato la situazione, ottenendo, dopo numerose sollecitazioni, l’assegnazione di un’ostetrica a tempo determinato, con la previsione che la stessa avrebbe cessato il servizio al rientro della titolare. Oggi, purtroppo, ci troviamo nuovamente di fronte alla medesima emergenza, aggravata dalla previsione di un lungo periodo di assenza della professionista titolare. Una situazione che non può essere affrontata senza una programmazione adeguata del personale».
Il ruolo strategico del presidio per l’area ionica e la Sila Greca
Il consultorio di Cariati costituisce un punto di riferimento fondamentale per la medicina territoriale. La struttura serve infatti un vastissimo bacino di utenza che comprende l’intera fascia ionica cosentina, si estende fino all’area della Sila Greca e accoglie regolarmente numerosi cittadini provenienti dalla vicina provincia di Crotone.
All’interno del presidio vengono garantite quotidianamente attività essenziali di prevenzione e assistenza. Tra queste rientrano la tutela della gravidanza fisiologica, i corsi di accompagnamento alla nascita, il sostegno all’allattamento e l’assistenza nel puerperio. La struttura si occupa inoltre di consulenze ostetrico-ginecologiche, prevenzione dei tumori femminili, tutela della salute della donna in ogni fase della vita, assistenza ad adolescenti e minori, sostegno alla genitorialità, educazione sanitaria e sessuale, oltre alla presa in carico delle fragilità sociali in collaborazione con i servizi del territorio.
Il quadro normativo e le richieste alle istituzioni
L’assenza dell’ostetrica rischia di paralizzare l’intero sistema multidisciplinare previsto dalle leggi vigenti. La normativa nazionale e regionale, a partire dalla legge numero 405 del 29 luglio 1975 e dal decreto legislativo numero 502 del 1992, stabilisce che l’équipe dei consultori debba essere composta da ginecologo, ostetrica, infermiere, psicologo e assistente sociale per garantire il rispetto dei Livelli essenziali di assistenza.
Il Nursind Cosenza ha rivolto un appello formale ai vertici della sanità locale e regionale per risolvere immediatamente il blocco delle attività.
«Il Nursind Cosenza chiede con forza all’Asp di Cosenza e alla Regione Calabria di intervenire immediatamente attraverso l’assegnazione di personale ostetrico, utilizzando le graduatorie vigenti, ricorrendo agli istituti contrattualmente previsti oppure attivando con urgenza nuove procedure di reclutamento, affinché venga garantita la continuità assistenziale. La salute materno-infantile e la medicina territoriale non possono essere lasciate prive delle professionalità indispensabili. Non è accettabile che migliaia di cittadini rischino di vedere compromesso un servizio sanitario essenziale per carenze organizzative prevedibili e programmabili».
Il sindacato ha concluso la nota specificando che continuerà a vigilare sulla stabilità del personale del consultorio familiare di Cariati, con l’obiettivo di tutelare il diritto alla salute delle donne, dei bambini e delle famiglie senza ulteriori interruzioni o disservizi.



