I calici si alzano tra le testimonianze dell’antica Magna Grecia per dare il via alla terza edizione di Vinitaly and the City. La manifestazione, nata dalla sinergia tra Regione Calabria, Veronafiere, Arsac e Ministero dell’Agricoltura, ha trasformato l’area archeologica in un palcoscenico in cui il patrimonio storico, agricolo e paesaggistico diventa una leva strategica di sviluppo economico e identitario.
L’evento, che proseguirà nelle prossime settimane con la tappa di Reggio Calabria, è stato inaugurato durante una serata condotta dal giornalista Tommaso Labate, focalizzata sulla valorizzazione di una regione capace di competere sui mercati nazionali e internazionali.
La valorizzazione del comparto vitivinicolo e il riscatto del territorio
L’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, ha evidenziato il percorso compiuto nella promozione delle eccellenze locali, ricordando anche il tempestivo intervento di ripristino dell’area dopo l’esondazione del Crati. Gallo ha sottolineato l’importanza di mostrare la biodiversità culturale e naturale del territorio per cambiare una narrazione storica spesso troppo penalizzante.
“La più bella risposta che si può dare al mondo rispetto all’eccellenza della Calabria è mostrarla, mostrarla, farla vivere in tutta la sua stupenda biodiversità culturale e naturale.”
Secondo l’assessore, l’evento rappresenta una sintesi ideale tra radici storiche e competitività economica.
“La combinazione perfetta è esattamente in Vinitaly, in cui la storia, l’antichità, il vino, Dioniso, Bacco, chiamatelo come volete, in un sito archeologico così importante si combina con un paesaggio così importante e con una capacità di fare delle radici profonde dei calabresi qualcosa che germoglia in un tralcio di vite e diventa competitivo sul mercato mondiale, oltre che sul mercato nazionale, con una reputazione in crescita costante. Oggi è importante riconoscere la crescita, lo sviluppo non soltanto culturale ma anche economico, sociale e aggiungo morale di zone che per anni sono state maltrattate, sì, anche dai calabresi stessi, ma soprattutto da un racconto, da una narrazione troppo severa.”
Strategie di marketing territoriale e il ruolo delle cantine
Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha espresso soddisfazione per la crescita della manifestazione e ha espresso parole di apprezzamento per l’operato del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
“Credo sia stato davvero uno dei migliori ministri della storia della Repubblica in questo settore. È la dimostrazione del fatto che quando hai l’umiltà di ascoltare, di imparare e hai sensibilità politica e creatività, non serve provenire da quel mondo.”
Occhiuto ha poi illustrato la strategia dell’ente legata agli investimenti nel settore vitivinicolo come strumento di promozione turistica e culturale.
“Noi non siamo una regione paragonabile ad altre in termini di bottiglie prodotte, ma abbiamo voluto investire in questo ambito perché investendo sulle cantine abbiamo investito sulla conoscenza del territorio. Le cantine raccontano il territorio, sono uno straordinario veicolo di marketing territoriale. Ci sono cantine dove i giovani hanno preso l’attività dei loro padri, l’hanno innovata, basta guardare le etichette e la capacità di aggredire mercati nuovi preservando però la tradizione.”
I dati della crescita economica e la nuova narrazione
Il governatore ha rivendicato i risultati positivi emersi dai recenti indicatori economici, evidenziando il trend di crescita dell’occupazione e del Prodotto Interno Lordo regionale rispetto alla media nazionale.
“Banca d’Italia ha detto che la Calabria è la prima regione per crescita del Pil. Abbiamo fatto più 1,1% nel 2025, più 3,8% in termini di occupazione a tempo indeterminato mentre a livello nazionale siamo allo 0,8%. È la regione che cresce di più nel turismo. Quando c’è una classifica che descrive la Calabria all’ultimo posto, titoli di giornale: ‘La Calabria ultima’. Quando c’è una classifica che dice che la Calabria è prima, allora si dice: ‘Ma chissà come le fanno queste classifiche’. Abbiamo scelto quello che nessuno aveva scelto di fare prima. Abbiamo scelto di raccontare anche la Calabria delle eccellenze, anche la Calabria delle straordinarie risorse che ha questa bellissima regione.”
Il presidente ha concluso ribadendo la volontà di affrontare le criticità storiche senza rinunciare a promuovere le bellezze e le risorse del territorio, proponendo un parallelo con la sede storica della fiera.
“Dei problemi continuiamo ad occuparci. Però siccome amiamo questa regione facciamo in modo che della Calabria si possa parlare in maniera diversa rispetto al passato. Sono stato tante volte al Vinitaly organizzato benissimo, ma loro lo fanno nei capannoni. Noi lo facciamo qui all’aperto, con gli scavi. Siamo persino più fortunati del Veneto.”



