Il vicepremier Matteo Salvini ha fatto visita a Mario Roggero nel carcere di Bollate, in un incontro durato oltre un’ora e mezza e segnato da due abbracci, uno all’inizio e uno alla conclusione del colloquio. Il ministro delle Infrastrutture ha descritto il gioielliere, condannato per aver ucciso due rapinatori fuori dal proprio negozio, come un uomo che sta affrontando la detenzione con notevole dignità, specificando che la persona in questione sta bene, dorme, mangia, studia e legge.
La solidarietà e la contestazione della condanna
Durante la visita, è stata ribadita la totale vicinanza all’uomo, considerato dal vicepremier come un soggetto che si trova in carcere per essersi difeso. Salvini ha espresso la propria posizione sulla vicenda, definendo Roggero un nonno, un padre e un marito vittima di un’ingiusta aggressione. Secondo la ricostruzione del ministro, l’intera vicenda non si sarebbe verificata se nessuno avesse violato la proprietà del commerciante, sottolineando che per comprendere e commentare tali dinamiche sia necessario aver vissuto in prima persona quei momenti drammatici.
L’ipotesi di un impegno politico
L’incontro ha aperto la strada anche a valutazioni di natura politica per il futuro. Il leader della Lega ha infatti annunciato che sono in corso verifiche su tutti i profili legali e formali per valutare una possibile discesa in campo del gioielliere. Salvini si è detto esplicitamente orgoglioso dell’eventualità di poterlo candidare come rappresentante dei cittadini che lavorano. Da parte sua, il detenuto ha voluto far sapere, tramite il ministro, il proprio ringraziamento verso tutti gli italiani che hanno manifestato solidarietà e vicinanza in questo periodo.



