Il 19 luglio 1992 il tritolo mafioso uccideva il magistrato Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina e Vincenzo Li Muli. L’eccidio avvenne a soli 57 giorni di distanza dalla strage di Capaci, consumandosi in un contesto di immobilismo e complicità che non permisero di proteggere il giudice e il personale di scorta da una fine che appariva già annunciata. A trentaquattro anni da quel tragico giorno, Palermo si stringe attorno al ricordo delle vittime con una fitta serie di iniziative volte a mantenere viva la memoria e a chiedere giustizia.
Le attività della mattina e l’impegno per i giovani
La giornata di commemorazioni ha visto come protagonisti i cittadini più giovani. Presso via D’Amelio, attorno all’Ulivo della pace fatto giungere da Gerusalemme dalla madre del magistrato e piantato nel cratere lasciato dall’esplosione, si è svolta la manifestazione «Coloriamo via D’Amelio: il 19 luglio per i cittadini di domani». L’evento, curato dal Centro Studi Paolo e Rita Borsellino, ha previsto l’accoglienza dei bambini, spettacoli teatrali con i pupi siciliani antimafia di Angelo Sicilia, oltre a giochi e letture animate.
La strada è rimasta presidiata per l’intera giornata dai membri del movimento delle Agende rosse. La scelta risponde alla precisa volontà di Salvatore Borsellino, fratello del magistrato, finalizzata a impedire passerelle politiche nel luogo della strage. Nel corso della mattinata si è tenuto anche un momento istituzionale alla Caserma Lungaro, dove, alla presenza del capo della polizia Vittorio Pisani e di altre autorità, sono state deposte corone d’alloro presso la lapide dell’Ufficio Scorte della questura di Palermo, che rende omaggio ai caduti dei due attentati del 1992.
Sul fronte dei confronti politici e civili, la mattinata ha registrato inoltre l’evento «Però parlatene – Con un microfono aperto la legalità prende voce» al Parco Mattarella, un incontro incentrato sulla lotta alle mafie e sui temi della giustizia che ha visto la partecipazione del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte.
Il minuto di silenzio e i dibattiti pomeridiani
Il programma prosegue nel pomeriggio all’insegna della richiesta di chiarezza istituzionale con l’incontro intitolato «Finchè non sapremo tutto. Verità e giustizia contro l’oblio di Stato». Lo spazio vede l’avvicendarsi di interventi da parte di realtà giovanili, associazioni e dei membri del Coordinamento nazionale associazioni e familiari delle vittime delle stragi.
Il momento centrale della giornata è fissato per le ore 16.58, l’esatto istante dell’esplosione di trentaquattro anni fa, quando la via si fermerà per un minuto di silenzio, seguito dalla lettura della poesia «Giudice Paolo» di Marilena Monti. Subito dopo, alle ore 17.30, è previsto il dibattito «La verità oltre l’oblio di Stato», che vede il coinvolgimento di magistrati, avvocati, intellettuali e giornalisti.
In contemporanea, alle ore 16.30 presso il San Paolo Palace, si svolge l’iniziativa promossa da Fratelli d’Italia dal titolo «Parlate di mafia», alla quale intervengono la presidente della Commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo, Arianna Meloni, Lucio Malan e Giovanni Donzelli. La serata prevede poi due appuntamenti conclusivi: alle ore 20 parte da piazza Vittorio Veneto la tradizionale fiaccolata organizzata dal Forum XIX Luglio, mentre dalle ore 21.15 via D’Amelio ospita il concerto-spettacolo a cura di Our Voice-Aps.



