Si è conclusa in tempi brevi l’operazione di trasferimento degli ospiti della tendopoli di San Ferdinando verso la nuova sistemazione abitativa individuata a Rosarno. L’intervento riguarda la maggior parte dei migranti non assegnati ai Centri di accoglienza straordinaria (Cas) della provincia o non inseriti nei progetti del Sistema di accoglienza e integrazione (Sai).
L’annuncio è stato dato dal sindaco di San Ferdinando, Gianluca Gaetano, durante la seduta del Consiglio Comunale convocata per l’approvazione del regolamento sulla gestione dei nuovi alloggi.
Un’operazione lampo coordinata dalle istituzioni
L’intervento di ricollocamento, iniziato lunedì mattina, ha visto il completamento delle operazioni già nella giornata di martedì. Durante il dibattito consiliare, il primo cittadino ha illustrato la cornice istituzionale che ha reso possibile l’utilizzo delle cinque palazzine realizzate dalla Regione Calabria con fondi vincolati e rimaste finora inutilizzate.
«Il documento che prevede diritti e doveri degli ospiti – ha proseguito il primo cittadino – consente al nostro Ente di regolamentare l’impiego di un complesso di 5 edifici fin qui inutilizzati e costruiti dalla Regione con fondi vincolati, la cui titolarità transitoriamente il Comune di Rosarno ha ceduto al nostro Ente nell’ambito di quella grande opera di ingegneria istituzionale che, grazie al coordinamento della Prefettura di Reggio Calabria, ha potuto garantire operatività, efficienza e sobrietà».
Il regolamento dovrà ora essere recepito dal Comune di Rosarno per perfezionare l’iter di extraterritorialità amministrativa. Il sindaco ha sottolineato come la sinergia tra i Comuni coinvolti, la Prefettura guidata da Clara Vaccaro, l’assessorato regionale guidato da Pasqualina Straface, il commissario Fabio Ciciliano e gli operatori dei Poli sociali di San Ferdinando, Rosarno e Taurianova abbia consentito un cambio di passo nella gestione dell’ospitalità sul territorio.
Il nuovo modello abitativo e i servizi di supporto
L’operazione ha previsto anche il coinvolgimento dell’Azienda sanitaria provinciale per la presa in carico dei soggetti fragili e fragilissimi presenti nella struttura. Le quattro palazzine destinate agli alloggi ospiteranno i lavoratori migranti in regola con i documenti di soggiorno e in possesso di un contratto di lavoro, previo pagamento di un canone calmierato.
Una delle strutture del complesso è stata riservata all’erogazione di servizi medici e socio-assistenziali. «Vengono alloggiati in 4 delle 5 palazzine disponibili – ha sostenuto il sindaco rispondendo alle domande dell’opposizione – perché abbiamo programmato, all’interno del complesso, anche un’ala interamente dedicata ai servizi socio-assistenziali e medici, trasferindovi la sede del nascente Polo sociale integrato formato dai 3 Comuni reso possibile dall’accordata rimodulazione del progetto Su.pre.me 2 che come si sa utilizza fondi europei».
Gaetano ha inoltre precisato che «il trasferimento negli appartamenti nuovi, che hanno arredi di tutto punto e sorgono in una zona di Rosarno in cui insistono scuole e strutture sportive, consente una risposta che si muove nel solco tracciato da altre esperienze di servizi abitativi e di integrazione virtuosa lanciate da qualche anno, con grande riscontro, nel territorio».
L’esito del voto in Consiglio Comunale
Il “Regolamento di Gestione e Servizi di Ospitalità” è stato approvato dal Consiglio Comunale con i voti favorevoli della maggioranza consiliare, ai quali si è aggiunto il voto del consigliere di opposizione Umberto Paparatto. Si sono invece astenuti dai lavori di voto i consiglieri Serafino Mazzitelli (Partito Democratico) e Maria Carmela Digiacco (Fratelli d’Italia).



