La Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, ha svolto una fitta giornata di audizioni e sopralluoghi operativi all’interno del porto di Gioia Tauro. L’iniziativa ha avuto lo scopo di verificare le strategie di contrasto al narcotraffico e alle infiltrazioni della criminalità organizzata all’interno dello snodo logistico e commerciale del Mediterraneo.
Le audizioni istituzionali e il ruolo delle forze dell’ordine
I lavori si sono svolti presso i locali della Capitaneria di Porto, dove la delegazione guidata dalla presidente Chiara Colosimo ha incontrato i vertici dell’Autorità di Sistema Portuale, i responsabili della Capitaneria, della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’obiettivo dell’attività conoscitiva è stato quello di analizzare l’efficacia delle misure di prevenzione e repressione operative in un’infrastruttura fondamentale per il commercio globale.
In apertura dell’incontro, la presidente Colosimo ha richiamato l’importanza del lavoro svolto quotidianamente dalle istituzioni sul territorio, affermando di essere “molto contenta di essere qui e aver organizzato questa missione, per il lavoro che viene svolto in modo straordinario sia dalle Forze di Polizia sia dalla magistratura sul Porto di Gioia Tauro”.
L’asse dello spaccio tra America Latina e Calabria
Al centro dell’attenzione degli inquirenti vi sono le ramificazioni internazionali che i clan calabresi hanno consolidato con i cartelli dell’America Latina per la gestione del traffico di stupefacenti verso i mercati italiani ed europei.
Sulla situazione della sicurezza nell’area portuale e sul ruolo delle organizzazioni criminali, Colosimo ha tracciato un quadro della situazione: “Questo è un territorio dove la ’ndrangheta continua a fare paura, continua a fare soldi e in particolare continua a far da ponte con i cartelli della Tripla Frontera, Primeiro Comando da Capital, per portare sempre più droga nella nostra Nazione. Bisogna chiudere i porti alla ’ndrangheta”.
Ispezioni sul campo e controlli sui container
A margine delle audizioni, la delegazione parlamentare ha condotto una visita tecnica direttamente all’interno dello scalo. Affiancati dal personale specializzato della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, gli esponenti della Commissione hanno visionato da vicino i varchi di sicurezza, i presidi di controllo e i sistemi di scansione dei container impiegati quotidianamente per intercettare i carichi illeciti in transito.



