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Stretta della Regione sui laboratori di analisi: dal 2027 addio alle reti a contratto, esplode la protesta per i tempi stretti

Una delibera approvata a fine luglio, pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Calabria il 5 agosto, rischia di cambiare gli equilibri della diagnostica privata accreditata. Per numerosi piccoli laboratori calabresi la Dgr numero 446 del 29 luglio 2026 impone una scelta decisiva per la sopravvivenza delle strutture. Al centro della vicenda c’è la riorganizzazione della rete dei laboratori privati accreditati e il parametro delle 200mila prestazioni annue, individuato dalla normativa nazionale come soglia minima di efficienza.

Il provvedimento interviene in maniera specifica sui laboratori che operano tramite la “Rete a contratto – Tipologia 5”, modello in cui le strutture mantengono l’autonomia nello svolgimento dell’attività analitica. Dal 1° gennaio 2027 questo modello non potrà più essere utilizzato.

La delibera richiama una disciplina che parte dall’Accordo Stato-Regioni del 23 marzo 2011, che ha fissato in almeno 200mila prestazioni annue, al netto dei prelievi, la soglia minima di efficienza operativa della diagnostica di laboratorio. Ministeri e Comitato Lea hanno più volte ribadito che quel limite deve essere riferito all’attività analitica svolta da ciascuna struttura. Il modello calabrese della “Rete a contratto” viene quindi considerato non pienamente coerente con l’impostazione nazionale, orientata verso l’accentramento della fase analitica. La normativa nazionale prevede che il processo di adeguamento sia completato entro il 31 dicembre 2026.

Entro dicembre la scelta: aggregarsi o raggiungere la soglia

La Giunta guidata da Roberto Occhiuto stabilisce che entro il 31 dicembre i laboratori aderenti alla Tipologia 5 dovranno modificare il proprio assetto. Le possibilità sono due: entrare in una delle altre forme organizzative previste dalla disciplina regionale, con un processo di aggregazione e riorganizzazione, oppure continuare a operare autonomamente rispettando la soglia minima di 200mila prestazioni.

Dopo quella data, la “Tipologia 5 – Contratto di rete tra laboratori” cesserà di essere riconosciuta dalla programmazione sanitaria calabrese e non potrà più essere utilizzata per autorizzazione, accreditamento e stipula dei contratti con il Servizio sanitario regionale. Non si tratta di una chiusura automatica dal 31 dicembre, ma per le strutture che non troveranno una diversa collocazione o non raggiungeranno i requisiti, il rischio di esclusione dal sistema diventerà concreto.

La protesta dei piccoli centri: tempi troppo stretti

I piccoli laboratori contestano sia il metodo sia la tempistica. La prima obiezione riguarda il calendario: una decisione approvata il 29 luglio e pubblicata il 5 agosto, con termine ultimo fissato al 31 dicembre. Meno di cinque mesi per rivedere assetti organizzativi, valutare aggregazioni, produrre documentazione e adeguarsi a un nuovo modello rappresentano una tempistica ritenuta troppo compressa.

La seconda contestazione riguarda la legittimità della misura: i piccoli centri ritengono che una modifica di questa portata, adottata in pieno agosto e con impatto diretto su organizzazione e accreditamento, possa configurare un abuso nell’esercizio del potere amministrativo per via dell’arco temporale ridotto.

Regione e laboratori, il nodo adesso è l’attuazione

La Regione motiva la decisione con la necessità di allineare la rete calabrese agli standard nazionali e agli indirizzi dei Ministeri e del Comitato Lea, assicurando qualità delle prestazioni, migliore impiego delle tecnologie ed efficienza. Al Dipartimento Salute e Servizi sanitari spetterà seguire il percorso, verificare la documentazione, monitorare l’adeguamento e coordinarsi con le Aziende sanitarie provinciali.

Da una parte la Regione punta a chiudere una riorganizzazione sollecitata da tempo a livello nazionale, dall’altra decine di piccoli presìdi diagnostici temono che l’accelerazione finale si traduca in un’espulsione dal sistema sanitario accreditato.

Dal 2027 addio alla Rete a contratto

Trascorso il 31 dicembre, la “Tipologia 5 – Contratto di rete tra laboratori” non sarà più un modello organizzativo idoneo nella programmazione regionale. Non potrà più essere applicata per l’autorizzazione, l’accreditamento e il mantenimento dei contratti con il Servizio sanitario regionale.

L’atto impone l’adozione di uno dei modelli organizzativi ammessi o il rispetto autonomo della soglia minima prevista dalla disciplina nazionale per proseguire l’attività.