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San Martino di Finita, il Gruppo Archeologico del Crati scopre due antichi cimiteri ipogei

A pochi giorni dalla localizzazione di un antico ponte, l’opera di ricognizione promossa dal Gruppo Archeologico del Crati, parte dei Gruppi archeologici d’Italia, registra un ulteriore e significativo risultato nel territorio di San Martino di Finita. Le recenti indagini hanno portato alla luce due cimiteri ipogei, uno dei quali presenta una camera-cripta conservata in quasi perfette condizioni. La riscoperta è stata guidata dal presidente dell’associazione, Domenico Re, insieme al socio Roberto Mollo.

Il legame con la chiesa di San Martino in Cossinellis

L’area interessata dai ritrovalmenti riveste un valore rilevante sotto il profilo storico e strutturale per la ricostruzione delle origini locali. Come spiegato dal presidente Domenico Re: “Importantissimo è il loro valore storico e archeologico in quanto lì, in quel luogo, sorgeva l’antica chiesetta di San Martino in Cossinellis, certamente presente alla metà del 1200”.

Le polemiche sulla tutela del patrimonio e i prossimi sviluppi

Accanto al valore scientifico dell’area, emergono criticità legate alla gestione e alla tempistica delle tutele da parte degli enti competenti. In merito alla situazione delle segnalazioni, Domenico Re ha evidenziato che “nulla avviene, visto il disinteresse e/o la mancata tempestività di interventi da parte delle autorità preposte”, aggiungendo: “Ci abbiamo fatto il callo, siamo del mestiere ed avvezzi ed adusi a segnalazioni ed interventi. E sappiamo anche che, alla fine, ogni mancato tempestivo intervento sarà una frana che precipiterà addosso a chi abbia pensato che, con il disinteresse e con il passare del tempo, con le pseudo visitine sul posto e con le pseudo iniziali meraviglie, la questione si possa chiudere e non se ne possa parlare più”. Re ha poi richiamato una celebre massima citando Voltaire: “Chi non vive il proprio tempo lo subirà”.

I dettagli tecnici e le evidenze scientifiche raccolte saranno presentati ufficialmente al pubblico a settembre, in concomitanza con le celebrazioni per la Madonna della Misericordia, protettrice del paese. In tale occasione verrà illustrata una pubblicazione dedicata alle origini di San Martino di Finita e alla connessione strutturale tra i cimiteri ipogei e la chiesetta del tredicesimo secolo.