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Morti sul lavoro in Calabria, la UIL: «Una conta agghiacciante e le azioni di contrasto sono ferme»

Il tragico decesso di un meccanico di 31 anni, schiacciato sotto il peso di un veicolo durante lo svolgimento della propria attività, riporta in primo piano l’emergenza della sicurezza sul lavoro in Calabria. Dall’inizio del 2026 la regione registra una media superiore a un incidente mortale ogni 15 giorni, a cui si somma un numero elevato di infortuni con feriti.

Una tragedia continua nel territorio regionale

La segretaria generale della UIL Calabria, Mariaelena Senese, ha espresso una posizione chiara nei confronti della situazione attuale: «È una conta agghiacciante, è un dramma continuo che lacera famiglie. Mentre l’Europa costruisce modelli per tutelare la salute e l’incolumità dei lavoratori, l’Italia e – ahimè – soprattutto la Calabria non si occupano davvero di un tema il cui impatto sociale è devastante».

Nonostante le iniziative promosse nell’ambito della campagna nazionale “Zero morti sul lavoro”, il sindacato rileva l’assenza di riscontri operativi alle sollecitazioni presentate alle istituzioni locali, in particolare riguardo all’operatività del Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza. Tra le soluzioni avanzate figura la creazione di un portale regionale unico della formazione, pensato per certificare digitalmente i percorsi formativi e consentirne la verifica immediata durante le ispezioni. Senese ha sottolineato che «la formazione sulla sicurezza deve essere reale, tracciabile e verificabile, non ridursi al semplice rilascio di un attestato. Deve diventare prevenzione concreta, perché sulla sicurezza non basta certificare, bisogna garantire competenze capaci di salvare vite».

Le proposte del sindacato per la prevenzione e i controlli

La UIL Calabria punta ora a introdurre nel quadro legislativo locale il principio europeo della Vision Zero, già integrato nella programmazione dell’Unione Europea per il periodo 2021-2027. La segretaria ha evidenziato come la recente modifica alla Legge regionale sulla sicurezza dei lavoratori sia avvenuta senza un preventivo confronto con le parti sociali, dove si sarebbe potuta proporre una “Vision Zero Calabria” in grado di tradurre gli indirizzi europei in strumenti di controllo verificabili.

La proposta formulata dal sindacato comprende la definizione di un Piano triennale della sicurezza con traguardi specifici per ogni settore economico, la creazione di una banca dati unica che colleghi Inail, Asp, Ispettorato, Regione ed enti bilaterali, la stesura di un indice di rischio aziendale per orientare l’attività ispettiva e l’introduzione di criteri premiali negli appalti per le imprese virtuose. La strategia include inoltre l’adozione di tecnologie avanzate per la prevenzione, la definizione di un protocollo obbligatorio contro il rischio climatico, il rafforzamento del ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e la predisposizione di un sistema di segnalazione dei pericoli.

In merito agli obiettivi generali dell’iniziativa, Mariaelena Senese ha concluso: «La Vision Zero europea può rappresentare per la Calabria un modello. Chiediamo che istituzioni, parti sociali e sistema produttivo assumano insieme un impegno preciso: rendere la tutela della vita il primo indicatore della qualità del lavoro e dello sviluppo della nostra regione».