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Maltempo in Calabria: l’incubo alluvioni ritorna, la politica acceleri sulla prevenzione

Le forti raffiche di vento e le piogge torrenziali delle ultime ore riaccendono la paura in Calabria. Il ricordo dei drammatici eventi dei mesi scorsi, segnati da alluvioni, canali esondati e ingenti danni, è ancora nitido in una regione dal territorio estremamente fragile e con strascichi economici tuttora evidenti.

Episodi recenti come la tromba marina a Pizzo, le criticità nel vibonese e le violente grandinate nella Sibaritide e a Corigliano-Rossano dimostrano che il pericolo è costante. La vulnerabilità del suolo, ulteriormente peggiorata dagli incendi estivi, incontra ora l’alto rischio di fenomeni meteorologici intensi favoriti dalle elevate temperature dei mari, come evidenziato anche dal geologo Carlo Tansi.

Per evitare di ripetere gli errori del passato occorre abbandonare la retorica dell’emergenza e passare a interventi concreti di prevenzione. Diventa fondamentale garantire la pulizia costante dei canali di scolo, rafforzare gli argini dei fiumi più a rischio — come dimostrano le rotture ricorrenti del Crati — e attivare un monitoraggio capillare basato su modelli predittivi per pianificare le opere necessarie.

Dopo le promesse e gli annunci di fondi seguiti ai cicloni Harry e Hulrike, le istituzioni regionali devono dare risposte chiare sui cantieri ancora fermi, dai lavori alla diga di Tarsia fino alla messa in sicurezza della linea ferroviaria tirrenica. Con la fine dell’estate, l’unica strada percorribile resta una reale pianificazione di salvaguardia del territorio prima che arrivi la prossima sciagura.