Il virus West Nile circola in modo stabile in gran parte del territorio nazionale e ha esteso la sua presenza fino alla Calabria. L’Istituto Superiore di Sanità ha reso noti i dati del nuovo bollettino della sorveglianza nazionale aggiornati al 19 agosto, coincidente con la Giornata mondiale della zanzara. Dall’inizio della stagione le infezioni confermate da West Nile nell’uomo sono salite a 312, rispetto ai 226 casi del report precedente e ai 141 rilevati al 5 agosto. La cifra dei contagi accertati è quindi più che raddoppiata nel giro di due settimane.
Dati clinici, decessi e forme neuro-invasive
Sul totale dei 312 casi registrati, 156 si sono manifestati nella variante neuro-invasiva, la forma medica in grado di scatenare complicazioni gravi quali meningite ed encefalite. Un gruppo di 115 pazienti ha contratto la febbre West Nile, mentre 40 contagi asintomatici sono stati identificati grazie ai controlli sulle donazioni di sangue.
I decessi notificati sono 13, compreso un evento letale legato a un’infezione importata dall’estero. Il tasso di letalità calcolato sulle forme neuro-invasive confermate si attesta al 7,7%, evidenziando una flessione rispetto al 13,9% calcolato nel medesimo arco temporale del 2025.
La presenza del virus è stata accertata in 60 province dislocate in 16 regioni, compresa la Calabria. Il prospetto dell’Iss attribuisce alla regione un caso confermato nell’area di Cosenza. Le attività di controllo monitorano parallelamente la presenza del patogeno tra zanzare, volatili e altri animali ospiti.
Il quadro in Calabria e il precedente di Borgia
Nel mese di luglio l’Asp di Catanzaro aveva reso nota la positività di una giovane donna residente a Borgia, ricoverata con febbre, cefalea e manifestazioni respiratorie, le cui condizioni sono successivamente migliorate. L’episodio ha fatto scattare interventi straordinari di disinfestazione, installazione di trappole e monitoraggio dei vettori.
Il direttore sanitario dell’Asp, Antonio Gallucci, ha evidenziato come il rischio resti contenuto pur richiedendo la massima attenzione. L’attuale report dell’Iss posiziona il contagio calabrese nel Cosentino sulla base della provincia di esposizione, un dettaglio geografico destinato a trovare riscontro nei successivi aggiornamenti epidemiologici.
Modalità di trasmissione del virus
La trasmissione dell’infezione avviene tramite la puntura delle zanzare appartenenti al genere Culex, i cui picchi di attività si concentrano tra il tramonto e l’alba. Gli uccelli selvatici fungono da serbatoio primario dell’agente patogeno, mentre la specie umana e i cavalli rappresentano ospiti occasionali terminali.
Il virus non si diffonde da persona a persona per contatto diretto. Eventi di trasmissione secondaria sono eccezionali e limitati a donazioni di sangue, trapianti di organi o al passaggio transplacentare durante la gravidanza. Questo rende essenziali gli screening sistematici sui materiali biologici dei donatori.
Quadri sintomatologici ed evoluzione clinica
La maggioranza dei soggetti contagiati non sviluppa alcun sintomo. Quando presenti, i disturbi clinici includono febbre, cefalea, nausea, vomito, dolori muscolari, linfoadenopatia, iperemia congiuntivale ed eruzioni cutanee. L’incubazione oscilla solitamente tra due e 14 giorni, estendendosi fino a 21 giorni nei pazienti immunocompromessi.
Le manifestazioni cliniche severe riguardano meno dell’1% degli infetti, colpendo prevalentemente anziani e soggetti con patologie pregresse. Le spie d’allarme comprendono ipertermia elevata, grave cefalea, disorientamento, astenia muscolare, tremori, alterazioni visive, convulsioni, stordimento e deficit motori. Il riscontro di questi parametri richiede un tempestivo intervento medico.
Misure di prevenzione e contrasto ai vettori
In assenza di un vaccino umano o di trattamenti farmacologici specifici, la profilassi si basa sulla riduzione delle punture e sul controllo dei focolai larvali. L’Iss indica l’adozione di repellenti cutanei, l’uso di abbigliamento protettivo nei momenti di massima attività degli insetti, l’impiego di zanzariere e la bonifica dei ristagni d’acqua in sottovasi, recipienti e bacini artificiali. La periodica sostituzione dell’acqua negli abbeveratoi degli animali e la gestione delle caditoie limitano la riproduzione del vettore negli spazi privati e urbani.



