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Mala depurazione a Bagnara, il mare chiede aiuto: così la politica uccide il futuro della Costa Viola

Le straordinarie bellezze paesaggistiche e marine della Calabria non possono e non devono in alcun modo essere annientate o compromesse da una politica ambientale superficiale e priva di una visione lungimirante. Un chiaro campanello d’allarme arriva direttamente dalla costa bagnarese, dove recenti disagi legati al sistema di depurazione hanno nuovamente compromesso la fruibilità del litorale. Come evidenziato nei dettagli dalla testata Il Reggino, la presenza di acque torbide e maleodoranti nei pressi della discesa di via Roma ha costretto bagnanti e residenti a fuggire dalla spiaggia, rinunciando del tutto alla balneazione. Questa criticità non rappresenta un caso isolato, ma si inserisce in un quadro di ripetuti malfunzionamenti che, già dalla scorsa primavera, hanno interessato diverse zone della fascia costiera locale, portando a ordinanze di divieto in aree come Melarosa, Martorano ed ex Lido.

Di fronte a una situazione così complessa, che affonda le radici in decenni di incuria strutturale, si contrappongono le giustificazioni dell’amministrazione comunale e le accuse della minoranza politica. Il sindaco Adone Pistolesi ha attribuito il collasso del sistema fognario agli eccezionali eventi meteorologici e ciclonici registrati nei mesi passati, i quali avrebbero aggravato una criticità già cronica provocando l’occlusione delle condotte e pesanti danni alle infrastrutture sottomarine, nonostante i fondi e gli interventi urgenti messi in campo dal Comune. Di avviso totalmente differente è il gruppo consiliare d’opposizione La Bagnara che VogliAmo, che ha sollevato pesanti interrogativi sulla gestione economica, ricordando che negli ultimi anni sono stati stanziati ingenti finanziamenti pubblici per milioni di euro destinati proprio alla messa in sicurezza e alla manutenzione della rete fognaria. Secondo la compagine di minoranza, chi governa ha il dovere morale e politico di tradurre le risorse economiche in opere concrete ed efficienti, ponendo fine alla stagione delle giustificazioni.

Il territorio calabrese, bagnato da un mare dal valore inestimabile e vocato naturalmente all’accoglienza turistica, merita un cambio di passo radicale e definitivo. Spiagge interdette, sversamenti di reflui e acque inquinate rappresentano un danno d’immagine inaccettabile e una ferita profonda inferta all’ecosistema locale. La tutela ambientale non può ridursi a una gestione emergenziale o a rimpalli di responsabilità tra maggioranza e opposizione: richiede programmazione, rigore e investimenti strutturali mirati a preservare la risorsa mare, affinché la vocazione turistica della Costa Viola e dell’intera regione non venga soffocata da una persistente inadeguatezza amministrativa.