La gestione della partita sulle concessioni balneari da parte della Governance regionale finisce al centro di una dura offensiva politica. Oggetto delle contestazioni è il dietrofront del Presidente Roberto Occhiuto e della Giunta, concretizzatosi con la rinuncia al ricorso promosso contro lo Stato per l’adozione dello schema di bando-tipo predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il percorso istituzionale dell’esecutivo si è articolato in poche tappe nel giro di quattro mesi: a maggio l’approvazione delle norme sui lidi in Consiglio regionale, a giugno l’annuncio dell’impugnativa davanti alla Corte Costituzionale per difendere le prerogative territoriali e, infine, il ritiro del contenzioso ad agosto.
Il consiglieri regionale Ernesto Alecci ha espresso un giudizio estremamente critico sulla vicenda: «Spesso l’arroganza offusca la mente, e in alcuni casi tutto questo si può trasformare in una gran brutta figura. Mi riferisco alla questione delle concessioni balneari riguardo cui, in questa estate rovente, il Presidente Occhiuto e la Giunta regionale stanno dimostrando di averci capito poco o nulla. In meno di 4 mesi si è consumata una tragicomica ritirata della Governance regionale che dimostra come la propaganda e il pressapochismo debbano sempre fare i conti con la realtà».
I passaggi della delibera e la rinuncia al ricorso
A segnare il cambio di rotta della Regione è la delibera di Giunta n. 473 del 29 luglio 2026. Se l’iniziale ricorso sosteneva un’indebita invasione delle competenze regionali da parte dello Stato, il testo del provvedimento prende atto della natura dell’atto ministeriale.
Nella delibera si specifica infatti che «il predetto schema di bando-tipo, predisposto dal ministero competente, reca disposizioni che mirano fondamentalmente alla tutela della concorrenza, senza incidere nelle materie di competenza residuale o concorrente della Regione, per come dettagliate ed individuate nel ricorso proposto, per cui non si appalesano lesive delle prerogative regionali». Lo stesso documento evidenzia inoltre come «siffatta circostanza potrebbe determinare una soccombenza della Regione nel contenzioso costituzionale avviato».
Sulla base di questi passaggi ufficiali, Alecci ha sottolineato: «Il dato politico è chiaro: il presidente Occhiuto prima ha usato i balneari per fare propaganda, promettendo una battaglia epocale in difesa delle concessioni, ma poi, alla prova dei fatti, ha scelto una ritirata ordinata e l’ha presentata come senso di responsabilità. Ma i concessionari sanno distinguere una strategia da una resa. Una questione così importante per l’intera regione non può essere trasformata in uno spettacolo politico. I concessionari non hanno bisogno di slogan o pose muscolari, ma di certezze».



