Sono sbarcate nel porto di Crotone, durante la notte, le 42 persone soccorse dalla nave MV Louise Michel nel Mediterraneo centrale. L’intervento della ong tedesca, avvenuto tra la zona Sar libica e quella maltese, è scattato a seguito di una segnalazione di Alarm Phone che avvertiva della presenza di un gommone in grave difficoltà. Tutte le operazioni necessarie per lo sbarco sono state supervisionate e coordinate dalla Prefettura di Crotone, mentre le fasi operative sono state gestite dall’Ufficio immigrazione della Questura con il supporto congiunto di Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto.
Il primo screening medico e le condizioni dei naufraghi
Tra i naufraghi, provenienti in gran parte dalla Somalia, si contano 14 donne: due di loro sono state trasferite in ospedale per ulteriori accertamenti e una risulta in stato di gravidanza. Al loro arrivo, le persone soccorse sono state sottoposte a un primo screening medico da parte dei sanitari dell’Ufficio vulnerabilità dell’Asp di Crotone, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana.
L’assegnazione del porto e la rotta verso la Calabria
Al momento del primo avvistamento e del soccorso, la MV Louise Michel si trovava a circa 150 miglia da Siracusa. Tuttavia, le autorità italiane hanno assegnato come porto sicuro lo scalo calabrese, posizionato a quasi 400 miglia di distanza. Questa assegnazione ha costretto l’equipaggio della nave e le persone recuperate ad affrontare un viaggio supplementare di quasi due giorni, rivelatosi particolarmente lungo e sfiancante.
I momenti di tensione durante i soccorsi in mare
La Louise Michel, imbarcazione nota anche come la nave di Banksy per via del celebre disegno dello street artist che ne caratterizza la carena, aveva vissuto momenti drammatici poco prima dell’approdo. Durante il tentativo di soccorso di un altro gommone, con due persone già finite in acqua, una motovedetta libica si è avvicinata in acque internazionali. Invece di prestare assistenza per il recupero, l’equipaggio libico ha aperto il fuoco, esplodendo due colpi d’arma da fuoco contro l’imbarcazione tedesca. Non si registrano feriti tra i membri della ong, che non ha potuto eseguire l’intervento, mentre le persone a bordo del gommone sono state costrette a tornare in Libia.



