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Trasporti e periferie a Cosenza, Runco: «Cinque anni chiusi nel Palazzo, ora scoprono le contrade a chiacchiere»

Un’estate complessa per la gestione politica di Cosenza si trasforma in un nuovo terreno di scontro elettorale e amministrativo. Al centro delle polemiche ci sono l’operato della giunta guidata dal sindaco Franz Caruso e lo stato in cui versano le periferie della città.

Giacomo Runco, coordinatore della rete di attivisti e volontari per Giacomo Mancini sindaco, ha espresso una posizione dura riguardo agli ultimi avvenimenti politici e alle recenti uscite dell’amministrazione sulle contrade cosentine.

La polemica sui trasporti e la replica del Palazzo

«Deve essere stata un’estate davvero dura per Caruso. Prima AVS dice no alla sua candidatura. Poi il M5S denuncia i limiti di cinque anni di amministrazione. Infine una parte importante del PD alza sempre di più il tono delle critiche», ha dichiarato Giacomo Runco.

La contestazione riguarda in particolar modo i servizi per i quartieri meno centrali della città, giudicati insufficienti e annunciati senza una reale pianificazione operativa.

«E mentre diventa sempre più improbabile la sua candidatura, Caruso che fa? Manda un assessore turista per caso ad annunciare quattro minibus per periferie e frazioni. Quando partiranno? Con quali percorsi? A quali orari? Con quali fermate? Non si sa. Dopo cinque anni, ancora nessuna certezza. Solo chiacchiere», ha proseguito Runco.

I sopralluoghi nelle contrade e la visione per il futuro

Secondo l’esponente della rete a supporto di Mancini, l’attenzione del Comune verso le zone periferiche si sarebbe risvegliata soltanto a seguito delle segnalazioni dirette fatte sul territorio.

«La verità è imbarazzante: per ricordarsi delle contrade c’è voluto un video di Giacomo Mancini. Mancini va sul posto, documenta strade dissestate e collegamenti insufficienti e dal Palazzo rispondono con attacchi personali e annunci. In pratica, confermano la denuncia di Mancini», ha sottolineato il coordinatore.

Il dibattito si sposta così sulla presenza attiva tra i cittadini e sulla necessità di un cambio di passo nella gestione delle problematiche urbane.

«Evidentemente Mancini è diventato l’ossessione del Palazzo. Mentre loro insultano, noi stiamo tra i cosentini: ascoltiamo, documentiamo e proponiamo soluzioni. Se per accorgersi dei problemi della città hanno bisogno dei sopralluoghi di Mancini, significa che per cinque anni sono rimasti chiusi nel Palazzo. La Cosenza di domani avrà bisogno di persone nuove anche nelle stanze del Comune. Per Caruso e i suoi assessori turisti per caso, il ritorno a casa si avvicina», ha concluso Giacomo Runco.