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Dal degrado al riscatto: la proposta di Mancini per il Planetario di Cosenza

Un investimento da milioni di euro sbarrato da un lucchetto, dimenticato dall’amministrazione e diventato l’ennesimo e indecoroso simbolo dello spreco di denaro pubblico. Il Planetario di Cosenza, nato per essere un’eccellenza del territorio, giace abbandonato da oltre cinque anni. Un’incuria intollerabile a cui Giacomo Mancini, componente della Direzione del PD Calabria ed ex parlamentare socialista, intende porre fine proponendo un cambio di passo decisivo: non una semplice riapertura della struttura, ma la sua trasformazione nel cuore pulsante di un nuovo Museo della Scienza per fare di Cosenza una vera “Città della Conoscenza”.

Secondo Mancini, limitarsi a restituire la struttura così com’era significherebbe accontentarsi del minimo. L’ambizione deve essere più grande e guardare al futuro attraverso la creazione di un polo scientifico moderno e interattivo, realizzato in collaborazione strutturale con l’Università della Calabria e le scuole. L’idea è quella di un luogo dinamico dove astronomia, intelligenza artificiale, tutela ambientale e tecnologia possano integrarsi in laboratori e percorsi esperienziali in cui studenti, ragazzi e famiglie non siano semplici spettatori, ma protagonisti attivi dell’apprendimento.

Il progetto travalica le mura del Planetario e si inserisce in una più ampia strategia di rigenerazione urbana per l’intera area di Gergeri. Il nuovo polo scientifico diventerà l’elemento trainante per trasformare il quartiere in un distretto residenziale moderno, sostenibile e inclusivo, dove spazi verdi, impianti sportivi e luoghi di aggregazione convivano con la cultura e l’innovazione. Sulla base delle migliori esperienze italiane di divulgazione scientifica, la proposta individua già i canali di finanziamento necessari per rendere l’opera concreta e realizzabile fin da subito.

In quest’ottica, la sinergia con l’Università della Calabria diventa fondamentale per trattenere i giovani, valorizzare le competenze locali e frenare lo spopolamento del territorio. Riconnettere la città con il suo polo universitario rappresenta la chiave per attrarre nuove risorse e idee. L’obiettivo finale dichiarato da Mancini è trasformare quel simbolo di abbandono nel punto da cui far ripartire lo sviluppo, facendo di Cosenza un punto di riferimento culturale e d’innovazione per tutto il Mezzogiorno.